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Vertenza Terme Luigiane: nulla di fatto dall’incontro in Prefettura a Cosenza

Neppure l’incontro in Prefettura a Cosenza è riuscito a sbloccare la vicenda legata alla gestione delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese. “Dopo oltre un’ora di colloquio, a tratti anche teso, non abbiamo riscontrato alcun passo in avanti” afferma Dante Ferrari, consigliere delegato della Sateca, la società che finora ha gestito le terme. Eppure davanti al prefetto si sono ritrovati tutti gli attori della vertenza: l’azienda, i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, il direttore di Federterme, la CISL Calabria.

Al centro dell’ultimo capitolo di un contenzioso ben più ampio tra i due comuni e l’azienda – che peraltro va avanti ormai da anni – stavolta c’è il regolamento per l’utilizzo delle acque termali, approvato dai due Consigli comunali. In assenza di un bando di gara, il regolamento non cerca più un solo sub concessionario, ma diverse figure. E questa circostanza si aggiunge a tempi di concessione che non vengono giudicati sufficienti per un piano aziendale che veda rientrare l’investimento iniziale.

Un insieme di ragioni, dunque, che mettono a rischio l’apertura della prossima stagione termale 2021, e diverse decine di posti di lavoro. In un braccio di ferro che – come afferma il direttore di Federterme di Confindustria, Aurelio Crudeli – in questo modo vede uscire tutti sconfitti.

La salvaguardia dei posti di lavoro è al centro degli interessi della Cisl, presente all’incontro con il segretario di Cosenza Gerardo Calabria. “Quella che conduciamo non è una battaglia per Sateca – afferma, infine, il delegato nazionale del sindacato massofisioterapisti e massaggiatori sportivi Oscar Alò – ma per il lavoro di tante persone che altrimenti faticherebbero a trovare un nuovo impiego”

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