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Via della Seta, il ministro Lezzi: «C’è l’interesse a investire su Sicilia e Calabria dalla Cina» (VIDEO)

«Mi ha fatto piacere e mi fa ben sperare l’interesse dimostrato nei confronti del Sud Italia da parte dell’ambasciatore della Cina in Italia Li Ruiyu. Un segnale di attenzione che il nostro Paese deve cogliere: soprattutto la partenza delle Zes nel Mezzogiorno può diventare un elemento attrattivo per capitali e imprenditori esteri». Lo ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi al termine del convegno “Il partenariato Italia Cina nella nuova Via della Seta”, che si è svolto oggi al Senato.

“Ricordo – continua la Lezzi – che durante la sua recente visita in Italia il presidente cinese Xi Jinping è stato a Palermo, annunciando che ci sarà un aumento delle visite turistiche in quella città.  Io questo certamente lo spero e mi auguro anzi che questo flusso si estenda anche ad altre aree del Sud. Oggi l’ambasciatore cinese ha ribadito che da parte della Repubblica Popolare vi è l’interesse ad investire al Sud, partendo da Sicilia e Calabria: mi auguro che nel caso di questa seconda regione tale attenzione si rivolga soprattutto verso Gioia Tauro. L’ambasciatore ha poi manifestato attenzione verso la produzione e l’industria agro-alimentare nel Mezzogiorno, aggiungendo che al suo successore presso l’ambasciata cinese in Italia segnalerà l’importanza di portare missioni di aziende e imprenditori cinesi nel Sud, al fine di far conoscere le caratteristiche e il potenziale di questi nostri territori».

«Voglio porre l’attenzione sulla questione dei porti rispetto alla Via della Seta – ha affermato il Ministro per il Sud – c’è stato del malcontento palesato da alcuni amministratori del Sud che lamentavano l’esclusione dei porti del Sud dal memorandum firmato. In realtà non è così: i porti di Genova e di Triste avevano già avviato degli accordi ed è per questo che sono stati espressamente menzionati. Ma ora l’interlocuzione con la Cina sarà più ampia ed estesa: la collaborazione non è contingentata rispetto soltanto a quelle due realtà. A tal proposito voglio sottolineare l’importanza di porti come Gioia Tauro e Taranto, che sono al centro del Mediterraneo e auspico una loro crescita grazie a questo nuovo dialogo con la Cina».

«In Italia esiste la possibilità di istituire delle Zone economiche speciali, le Zes – conclude la Lezzi – sono già partite due in Calabria e Campania. So che le Zone economiche speciali esistono anche in Cina e che li funzionano molto bene. Quando sono state istituite le Zes vi sono state allocati 250 milioni per il credito d’imposta. Ora nel Decreto crescita ho voluto implementare la loro attrattività con lo stanziamento di ulteriori 300 milioni che andranno a costituire un fondo che sosterrà le grandi aziende e le imprese, non solo italiane, che vorranno insediarsi in queste Zone, sono strettamente correlate ai porti. Oltre alle risorse sono intervenuta anche attraverso norme che consentono la semplificazione delle procedure burocratiche per quanti vogliano insediarsi lì. Infine, nello Sblocca Cantieri stiamo individuando alcune grandi infrastrutture che possano “servire” le Zes, al fine di consentire una loro maggiore attrattività».

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