domenica, 14 luglio 2024

Vicenda Facoltà di Medicina, la politica catanzarese prova a ragionare unita. Intanto Giusy Iemma (Pd) insiste sull’Anvur

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Sulla vicenda del raddoppio della Facoltà di Medicina in Calabria, avviando una nuova sede a Cosenza dopo quella già attiva da decenni a Catanzaro, questa mattina sono intervenuti con una nota congiunta la sottosegretaria di Stato, on. Wanda Ferro, di Fdi; il sindaco di Catanzaro, prof. Nicola Fiorita, di centrosinistra; l’avvocato Antonello Talerico, consigliere comunale; il professor Valerio Donato, consigliere comunale. Questo il testo della nota stampa: “Il Sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e i tre principali candidati alla carica di Sindaco nelle ultime elezioni comunali, on. Wanda Ferro, prof. Valerio Donato e avv. Antonello Talerico, espressione della quasi totalità del corpo elettorale e dunque pienamente titolati politicamente a difendere gli interessi del Capoluogo, esprimono la loro netta contrarietà all’istituzione di una nuova Facoltà di Medicina in Calabria che risulterebbe un’inutile duplicazione di quella esistente all’Università Magna Graecia. La decisione adottata dal Coruc, con la discutibile astensione del Rettore dell’Umg De Sarro, viola apertamente la logica di sistema e di non concorrenzialità tra gli Atenei e risulta palesemente in contrasto con le politiche di sostenibilità dei nuovi percorsi accademici. L’indicazione del Coruc appare debole, discutibile sul piano giuridico e non supportata da una rigorosa analisi dell’offerta universitaria in Calabria. La sola motivazione dell’esigenza di allargare la platea degli studenti in medicina in una Regione che ha bisogno di medici risulta pretestuosa, poiché sarebbe bastato un reale investimento sulla Facoltà di medicina dell’UMG per sanare questo vulnus: da un lato, con l’ampliamento del numero chiuso di immatricolazioni; dall’altro, con un potenziamento degli spazi e delle risorse umane e tecnologiche del Policlinico Mater Domini e della nascitura Azienda Universitario-Ospedaliera “Dulbecco”. Appare paradossale che la Regione decida l’istituzione della nuova Azienda Universitario-Ospedaliera, e nel contempo non ne tuteli le prospettive. Si è scelta la strada di una difficile e costosissima istituzione di una nuova Facoltà in un Ateneo che non può contare nemmeno su un proprio Policlinico e che dovrebbe utilizzare gli spazi di un ospedale pubblico, l’Annunziata, che versa già in gravi condizioni logistiche ed operative. La sinergia tra Umg e Unical, da più parti sbandierata in queste ore per giustificare un’operazione discutibile, poteva essere assicurata dal solo Corso interateneo in Medicina e Tecnologie Digitali, senza per questo compromettere l’equilibrio del sistema universitario calabrese. Ma evidentemente questo non bastava e l’accordo interateneo è stato utilizzato solo per aprire la strada alla duplicazione. La decisione del Coruc e gli atti che ne deriveranno saranno contrastati con fermezza nelle sedi competenti, non solo sulla base delle buone ragioni della Città di Catanzaro, ma anche e soprattutto della debolezza e della frammentarietà della proposta. Se prevarrà il buon senso, si dovrà tornare a bocce ferme a discutere dell’intero sistema universitario calabrese, assegnando ad ogni Ateneo una specifica vocazione oppure – in alternativa – un equivalente contrappeso ad ogni nuova istituzione di corsi di laurea. Dunque o si investe sull’unica e titolata Facoltà di Medicina esistente in Calabria, con un ampliamento del numero chiuso e con il potenziamento del Policlinico Mater Domini e dell’Azienda “Dulbecco”, oppure non si ritengano più dei tabù le possibili duplicazioni di Facoltà identitarie dell’Unical come Ingegneria e Lettere. Non esistono altre strade. Si confida sull’opera di mediazione che potrà svolgere il Presidente della Regione, on. Occhiuto, in virtù del suo ruolo istituzionale super partes e rappresentativo di tutti i territori calabresi”.

Nella giornata di oggi è intervenuta anche la vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, esponente del Pd, la quale ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’intero sistema politico catanzarese, al di là degli schieramenti partitici, deve fare quadrato in un ottica di difesa del ruolo del Capoluogo di regione e del sistema formativo di tutta Calabria. Ribadisco il messaggio che, nel mio precedente intervento sulla vicenda della facoltà di Medicina, avevo condiviso con il sottosegretario Wanda Ferro e che spiace non sia stato compreso a pieno. L’invito da me rivoltole ad intraprendere iniziative concrete a favore della facoltà di medicina di Catanzaro risponde alla necessità di mettere da parte le schermaglie che hanno fatto male a questa città e, sottolineo ancora, con questo spirito propositivo saremo al suo fianco al di là del colore politico. Per tale motivo, insisto sull’opportunità di attenzionare l’Anvur in merito alla dubbia ragionevolezza della scelta intrapresa dal Comitato delle Università calabresi sulla nuova facoltà di Medicina a Cosenza. L’Anvur valuta i requisiti per il riconoscimento dell’accreditamento, anzi, nel caso in specie, è prevista una visita in loco al fine di esaminare l’offerta didattica e quella assistenziale. L’on. Ferro fa parte di un Governo nazionale di centrodestra, guidato dalla sua leader Giorgia Meloni, e forse più di tutti in questo momento con la sua voce può fare da cassa di risonanza per impedire l’inutile, costosa e dannosa nascita di una seconda Facoltà di Medicina in Calabria, peraltro a solo settanta chilometri dall’importante presidio di Germaneto, un errore per Catanzaro, per Cosenza, per la Calabria tutta. Decisione, questa, che necessita anche del parere della Regione per la valutazione finale dell’Anvur. Ed è per questo che, facendo seguito ai miei numerosi, documentati interventi contro la duplicazione della facoltà di Medicina, faccio appello anche all’assessore Pietropaolo, di cui ho apprezzato l’analisi dettagliata della situazione ed alla già dimostrata sensibilità del Presidente del Consiglio regionale Mancuso. Chiarite le prerogative politiche in atto, voglio comunque precisare che considero l’Unical un riferimento fondamentale non solo per la nostra regione, ma per l’intero Mezzogiorno. Al contempo, però, ritengo che Catanzaro meriti di vedere confermata e rafforzata la volontà politica di costruire, anche e soprattutto attorno alla Facoltà di Medicina, uno dei più importanti e qualificati poli sanitari del Meridione. Non dimentichiamo che oggi, l’ateneo di Catanzaro è uno dei pochi nel suo genere concepito e costruito proprio a livello strutturale sul nuovo metodo di fare ricerca, cioè la ricerca traslazionale, coniugando la ricerca preclinica di laboratorio con l’assistenza ritagliata sul paziente. Un fiore all’occhiello che andrebbe sostenuto, concentrando tutte le risorse economiche, per farlo crescere sempre di più, sia per l’offerta formativa che per la ricerca e l’assistenza. Andare oltre il campanilismo, in un’ottica di sistema dell’Università calabrese, significa impedire la coesistenza di due uguali facoltà che, in una regione come la nostra, avrebbe come unico risultato quello di indebolirle entrambe. Semmai, fuori dalla logica dei localismi, impegniamoci a rafforzare, ciascuno per il proprio ruolo, le specifiche vocazioni di tutte le facoltà calabresi. Un progetto, Catanzaro città della salute, che è stato per anni slogan della guida a trazione centrodestra nel Capoluogo, non può essere cancellato con un colpo di spugna rifuggendo dalle responsabilità. Su questa battaglia strategica misureremo coerenze, falsità, amore sincero per la nostra terra”.