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VIDEO | 21 marzo, Papa Francesco: «Le mafie, sfruttando la pandemia, si stanno arricchendo con la corruzione»

Il pensiero del Santo Padre, del fondatore di Libera don Luigi Ciotti, e del capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie Scritto da:

«Le mafie sono presenti in varie parti del mondo e, sfruttando la pandemia, si stanno arricchendo con la corruzione. San Giovanni Paolo II denunciò la loro cultura di morte, e Benedetto XVI le condannò come strade di morte. Queste strutture mafiose di peccato, contrarie al Vangelo di Cristo, scambiano la fede con l’idolatria. Oggi facciamo memoria di tutte le vittime, e rinnoviamo il nostro impegno contro le mafie». Sono le parole di Papa Francesco al temine dell’Angelus di oggi, in occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, nel primo giorno di primavera.

Don Ciotti: «Nomi a noi cari che devono graffiare le nostre coscienze»

Stamattina, don Luigi Ciotti, presidente di Libera, insieme ad alcuni familiari delle vittime di mafia, ha depositato un fascio di fiori alla Casa del Jazz di Roma davanti alla lapide con i nomi delle vittime innocenti delle mafie.  Il luogo, un bene confiscato alla Banda della Magliana, ha spiegato don Ciotti, é quello in cui «nel 2015 con il presidente della Repubblica Ciampi abbiamo voluto che ci fosse all’entrata una lapide per ricordare i nomi delle vittime. Sono 640 e quel giorno ci siamo augurati che si potesse mettere un punto, invece oggi abbiamo ricordato 1031 nomi, vittime della violenza mafiosa». Altri nomi, altre storie, altri volti, altre fatiche, ha ricordato il presidente di Libera che si sono aggiunti a quell’elenco. «Nomi a noi cari che devono graffiare le nostre coscienze». Don Ciotti ha anche esortato a inondare la società e le nostre comunità di segni di fiducia e di speranza nel futuro e più impegno e coraggio nel presente. «Dobbiamo trovare di più risposte comuni che ci permettono di reagire e sanare le mancanze e i ritardi che ci sono ancora forti nel nostro Paese» – ha aggiunto.

Mattarella: «L’azione di contrasto comincia dal rifiuto di quel metodo»

«Non dimenticheremo mai le vittime innocenti, i servitori dello Stato, le persone libere che non hanno rinunciato ai loro valori pur sapendo di mettere a rischio la propria vita»: sono le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione di questa importante celebrazione. «L’azione di contrasto comincia dal rifiuto di quel metodo che nega dignità alla persona, dal rifiuto della compromissione, della reticenza, dell’opportunismo. – prosegue il capo dello Stato – ricordare e “riveder le stelle”, come recita il bel motto scelto per questa edizione della Giornata, sono dunque parte della medesima sfida di libertà. Mi congratulo con gli organizzatori perché continuano a porre la coscienza e la cultura come basi e motori del riscatto. Sono proprio la coscienza e la cultura che le mafie – vecchie e nuove – considerano l’ostacolo dei loro disegni di arricchimento illecito, di dominio su persone e territori, di condizionamento economico e politico. La consapevolezza del bene comune e i comportamenti responsabili che insieme sapremo mettere in atto, possono darci la forza necessaria per superare le difficoltà e gli ostacoli che i tempi ci pongono di fronte».

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