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VIDEO | Ambiente, le associazioni crotonesi: «Bonificare dall’amianto l’ex mercato generale»

Nel 2020 il prefetto Costantino emanò un'ordinanza che intimava ai proprietari dell'area la rimozione del materiale cancerogeno Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Una discarica abusiva a cielo aperto con tutti i “comfort” del caso: dai calcinacci ai sanitari, dai materassi ai giocattoli, fino anche a sostanze tossiche. Ci troviamo nel popoloso quartiere Vescovatello di Crotone nell’area degli ex mercati generali: questa struttura abbandonata deve essere bonificata poiché sui tetti dei tre capannoni è presente l’amianto. Due anni fa l’ex commissario prefettizio del Comune – Tiziana Costantino – emanò un’ordinanza che intimava i proprietari la rimozione dell’amianto: gli stessi impugnarono il documento al Tar, perdendo in primo grado, e davanti al Consiglio di Stato ricevendo lo stesso risultato. Per questi motivi, le associazioni Italia Nostra, Il Barrio, Wwf Crotone, circolo Ibis per l’ambiente, gli Spalatori di Nuvole, ed Enpa Crotone hanno convocato una conferenza stampa nella quale hanno chiesto al sindaco Vincenzo Voce l’attuazione dell’ordinanza del prefetto Costantino, e che venga ripulita l’area circostante dai rifiuti.

«Questo luogo lo abbiamo attenzionato sin dal 2009 come Consulta dell’Ambiente – ha spiegato ai giornalisti Giuseppe Trocino dell’Enpa – abbiamo chiesto all’amministrazione comunale dell’epoca di intimare alla proprietà la rimozione della copertura in amianto, che era già in condizioni inaccettabili. Con il passare degli anni l’area è stata utilizzata da persone incivili come sostanzialmente una discarica abusiva dove abbandonare la qualsiasi. Soltanto nel 2020, il commissario straordinario (del Comune, Tiziana Costantino n.d.r.) ha emanato un’ordinanza – nei confronti della proprietà – di rimozione dell’amianto che si trova sopra i capannoni; la stessa proprietà ha impugnato l’ordinanza, ha perso in primo grado di giudizio davanti al Tar, in secondo ha perso dinanzi al Consiglio di Stato, e quindi adesso bisognerebbe dare esecuzione a quel provvedimento. Quello che noi chiediamo è che l’amministrazione comunale avvii tutto l’iter necessario per obbligare chi di dovere a rimuovere anche i rifiuti che sono stati accumulati nel corso del tempo, e che sono sotto gli occhi di tutti. E’ un polmone d’amianto che i cittadini sono costretti a respirare: sappiamo tutti che le particelle d’amianto, con il vento, si diffondo fino a 3 km, e sappiamo tutti quali sono gli effetti cancerogeni». «Noi siamo qui a chiedere alle istituzioni competenti di svolgere per bene il proprio compito – ha dichiarato Filippo Sestito dell’Arci-Il Barrio – speriamo di mobilitare e sensibilizzare anche l’opinione pubblica su questo ed altre questioni ambientali. Da anni si parla della bonifica di questo luogo, questioni tecniche, burocratiche ed amministrative lo hanno impedito: noi eleggiamo i nostri amministratori perchè devono risolvere questi problemi».

All’incontro con i giornalisti è intervenuto anche il primo cittadino, invitato dalle associazioni, che ha informato sugli ultimi sviluppi della questione. «Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato – ha dichiarato – stamattina partirà la diffida (ieri per chi legge n.d.r.); entro cinque giorni (i proprietari dei capannoni n.d.r.) dovranno adempiere, dopodiché saranno denunciati e vedremo come fare per la rimozione. Qui è in ballo la bonifica di un sito abbastanza grande e presumo che la spesa sia importante: i titolari sono obbligati a bonificare e rimuovere il materiale pericoloso».

Interviste:
Giuseppe Trocino – Enpa
Filippo Sestito – Arci/Il Barrio
Girolamo Parretta – circolo Ibis
Paolo Asteriti – Wwf Crotone
Vincenzo Voce – sindaco di Crotone

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