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VIDEO | Cetraro reagisce all’attentato contro il maresciallo D’Ambrosio e scende in piazza

Sabato sera l'auto del carabinieri era stata bersagliata da diversi colpi d'arma da fuoco a scopo chiaramente intimidatorio; ieri la manifestazione promossa da Libera Scritto da:

Malgrado le restrizioni ed il timore del contagio, e la giornata meteorologicamente non proprio favorevole, è stata immediata la reazione di Cetraro all’attentato di sabato sera contro l’auto del comandante della stazione dei carabinieri, il maresciallo Orlando D’Ambrosio, bersagliata da diversi colpi d’arma da fuoco a scopo chiaramente intimidatorio. Oltretutto, la vettura era parcheggiata proprio davanti alla caserma, negli spazi riservati alle auto dei militari. Un centinaio di persone si è radunata nella piazza principale di Cetraro, a poche decine di metri dalla caserma e dall’ufficio del maresciallo D’Ambrosio, rispondendo all’appello del referente regionale di Libera, don Ennio Stamile.

A Cetraro, una mobilitazione del genere non si poteva dare per scontata: siamo nella terra della ndrina Muto, una delle più temibili della provincia di Cosenza, dominatrice del mercato ittico e del racket sulla costa tirrenica, attivissima nel traffico di droga, capace di allargarsi fino al Cilento. Ma stavolta sembra che la scelta di campo sia stata netta e rapida: Cetraro sta coi carabinieri, nei cui confronti la solidarietà sembra essere pressochè totale. Un segnale estremamente confortante se si tiene conto che l’intimidazione è giunta ad appena tre giorni dagli arresti nell’inchiesta “Katarion”, coordinata dalla Procura antimafia di Catanzaro, che ha mandato in frantumi lo spaccio di droga nei principali centri della fascia tirrenica, da Cetraro a Scalea, da Praia a Mare a Diamante, da Santa Maria del Cedro a Sangineto, ed ha fatto luce anche su alcune estorsioni ai villaggi turistici.

Certo, nulla si può escludere a livello investigativo ma è assai improbabile, come sottolinea il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che tra i 18 arresti del 10 marzo scorso e l’attentato di sabato sera non vi sia alcun collegamento. Solidarietà totale ed immediata anche perchè quegli spari, dice il sindaco di Cetraro, Ermanno Cennamo, era come se fossero destinati a tutta la comunità. Per don Ennio Stamile, l’adesione dei cetraresi alla manifestazione dimostra che essi non vogliono vivere nell’oppressione e nella paura, e che quella della garanzia della legalità è ormai un’esigenza diffusa.

Immagini ed interviste a cura di Luigi Salsini a:
Nicola Morra – presidente Commissione parlamentare Antimafia
Ermanno Cennamo – sindaco di Cetraro
don Ennio Stamile – referente regionale Libera

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