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VIDEO | Coronavirus e scuola, un anno di didattica a distanza: storie e vite dietro gli schermi

Dietro pc, tablet e smartphone ci sono tante storie, vite di adolescenti ai quali un oscuro male ha tolto un anno importante di crescita, di esperienze, di socialità. Che non torneranno più. Scritto da:

Fino ad un anno fa davamo tante cose per scontate, eravamo annoiati dal tran-tran quotidiano, da quella serie di azioni che ripetevamo meccanicamente ogni giorno. Abbiamo conosciuto il Coronavirus, anche se per le prime settimane era così distante da noi, dall’altra parte del mondo, e mai avremmo immaginato di trovarcelo sotto casa. Poi l’emergenza si è fatta veramente seria, tant’è che il Governo decise – per forza di cose – di chiudere in casa tutti gli italiani per preservarli dalla pandemia che, ormai, dilagava. Tutte le attività furono azzerate: tra queste anche la scuola. Gli studenti impararono che la tablet, smartphone e pc – che fino a quel momento venivano utilizzati fondamentalmente per cose futili – erano gli unici mezzi per comunicare al di fuori delle mura casalinghe, e quindi anche per “andare” a scuola. Era la didattica a distanza. Oggi – ad un anno esatto – gli studenti calabresi, come tanti ragazzi e ragazze italiane, sono ritornati a questa forma di apprendimento. Ma dietro quegli schermi ci sono tante storie, vite di adolescenti ai quali un oscuro male ha tolto un anno importante di crescita, di esperienze, di socialità. Che non torneranno più.

Abbiamo incontrato – virtualmente, ovviamente – una “protagonista” di tutto ciò: Gaia, studentessa crotonese a Bologna, che ha vissuto sulla sua pelle – come tanti coetanei – cosa ha voluto rappresentare la privazione di tanti momenti belli a causa del Covid-19.

Giuseppe Laratta

 

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