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VIDEO | Covid, a Crotone terminata la prima fase di vaccinazioni: ritardi per l’inizio della seconda

Conferenza stampa del neo commissario dell'Asp pitagorica Domenico Sperlì che ha fatto il quadro della situazione

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone ha terminato la prima fase di vaccinazioni contro il Coronavirus: lo ha dichiarato il commissario dell’Asp pitagorica Domenico Sperlì durante il primo incontro con i giornalisti nel quale è stato fatto il punto della situazione Covid; presenti il direttore sanitario del San Giovanni di Dio Lucio Cosentino, e il direttore amministrativo Francesco Masciari. Sperlì si è insediato lo scorso 11 gennaio e, nella prima settimana di lavoro – nei tre punti vaccinali organizzati presso l’ospedale di Crotone, quello territoriale e quello mobile per le rsa – sono state vaccinate 1076 soggetti tra personale sanitario e socio-sanitario del nosocomio, 934 persone – tra cui medici di Medicina Generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, personale di laboratori e strutture accreditate con l’Asp – in quello territoriale, e 1572 persone delle residenze sanitarie assistenziali. Complessivamente sono state eseguite 3612 dosi di vaccino rispetto ad una fornitura di 3510, con ulteriore 120 arrivate dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza.
Per quanto riguarda la seconda fase del piano vaccinale – a quanto appreso da Sperlì – si potrebbe verificare uno slittamento, causato dal ritardo nelle consegne da Pfizer, a fine febbraio: in questa fase saranno sottoposti a vaccino 15.290 persone della fascia 60-79 anni – tra cui anche 3056 ultra ottantenni che dovevano riceverlo nella prima fase. A supporto del personale vaccinatore arriveranno 10 unità inviate dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri.

Da martedì scorso è attiva, finalmente, la macchina per processare i tamponi all’ospedale di Crotone: fino ad avantieri sono stati eseguiti 384 tamponi molecolari, «che soddisfano, più o meno – ha dichiarato Sperlì – il 75% delle richieste del territorio. Manteniamo ancora un quota di esecuzione di questi tamponi presso la struttura hub di Catanzaro per due motivi: primo perchè fin dall’inizio c’è stata questa collaborazione e serve questo confronto come valutazione di controllo, secondo perchè riteniamo sia giusto – sempre perchè non possiamo dire che siamo fuori dall’emergenza – avere un riferimento. Con le richieste che stanno pervenendo oggi (ieri per chi legge n.d.r.), arriveremo probabilmente a circa 450 tamponi eseguiti».

Giuseppe Laratta

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