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VIDEO | Crotone a 25 anni dall’alluvione: l’analisi. Mons. Panzetta: «Fare il punto della situazione»

Un quarto di secolo, ma sembra ieri: la città venne distrutta dalla forza dell'acqua che si portò via per sempre sei vite Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Sono passati venticinque anni da quel maledetto 14 ottobre 1996: per Crotone ed i crotonesi quella data non rappresenta una giorno qualunque d’autunno. Il 14 ottobre 1996 è il giorno dell’alluvione che devastò Crotone e si portò via sei vite: Paolo Pupa, Angela Trovato, Luca Buscema, Luca Tavano, Bruno Commisso e Michela Cicchetto, di cui il cui corpo non fu mai ritrovato. Un quarto di secolo, ma sembra ieri per una comunità che ha perso tanto: gli affetti, i cari, la propria casa. Si attendono ancora risposte a tante domande poste in questi anni, e soprattutto si attende la conclusione del piano Versace per la messa in sicurezza del fiume Esaro.

L’analisi del geologo Giuseppe Pirillo

Per comprendere meglio perchè la città crotonese si trovò in ginocchio, riportiamo una nota del geologo Giuseppe Pirillo – pubblicata sulla testata giornalistica CrotoneNews.com lo scorso anno – che spiega quanta acqua cadde in quel giorno e nei precedenti, e cosa comportò al territorio.

3 ottobre

I pluviometri cittadini registrarono nelle 24 ore ben 115.2 mm di pioggia.

8 ottobre

Alle piogge cadute il giorno 3 si sommarono quelle dell’8 ottobre( 41.0 mm), che saturarono ulteriormente i bacini idrogeologici, i terreni argillosi “zuppi” come una spugna non sarebbero più stati capaci di assorbire nemmeno una goccia d’acqua.

14 ottobre

“Ma poi il sole si velò, la montagna si mise a vociare, mentre da ogni piega si buttava giù fragoroso un rivo di acqua torbida. L’acqua si mise a scrosciare interminabile, frustata dai fulmini, ne era piena ogni accidenza della terra. La nuvola larga calata sulla montagna la stacciava furiosamente all’ingiro, si allungava a sorvegliare il torrente che andava verso il mare, preso da una fretta disperata”. (Corrado Alvaro)

Il 14 ottobre lo stato di imbibizione dei terreni argillosi del bacino era, quindi, tale da non essere più capace di assorbire significative quantità di pioggia. Nella mattinata caddero sul bacino del fiume Esaro circa 112,4 mm di pioggia con precipitazioni concentrate nella tarda mattinata: fra le 10 e le 11 del mattino il pluviometro di Crotone registrò 72.8 mm e tra le 11 e le 13 il pluviometro di Acqua della Quercia 80 mm di pioggia (40 per ora). Tali intense precipitazioni andarono così ad alimentare tutti i corsi d’acqua affluenti dell’Esaro. Valori certamente elevati che, associati alla configurazione geomorfologica del territorio, hanno dato origine al disastroso evento che interessò il fiume Esaro, con una portata che da 0,7 mc/s(periodo di secca) passò ad oltre 1000 mc/s. Crotone subì una violenta inondazione, l’evento di piena causò ingenti danni e la morte di 6 persone per lo straripamento dei torrenti Esaro e Passovecchio. L’evento pluviometrico del 14 ottobre si manifestò in seguito ad un’estesa perturbazione che interessò il Mediterraneo centrale sin dai primi giorni di ottobre con elevate intensità di pioggia, concentrate su una porzione di territorio molto limitato. In particolare, l’evento più gravoso dell’area in esame fu caratterizzato da violenti nubifragi che, nell’arco di poche ore, riversarono elevate quantità di pioggia sul bacino (Flash Flood). In esso, a causa della limitata estensione e della litologia argillosa, si verificò una piena “improvvisa” ed altrettanto devastante che andò ad impattare su un assetto urbanistico delle aree adiacenti agli alvei, nelle quali l’espansione edilizia, quasi del tutto “abusiva” ha portato alla costruzione di nuclei abitativi in aree golenali per loro natura zone di espansione delle piene e quindi “riservate ai fiumi”.

Mons. Panzetta: «Non siamo ancora pronti»

Questa mattina si terrà nella chiesa di Fondo Gesù, il quartiere “simbolo” della distruzione dalla furia dell’acqua, una messa in ricordo delle sei vittime; ieri mattina, a margine delle celebrazioni per San Dionigi, abbiamo chiesto all’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Angelo Panzetta, un pensiero in merito a quella tragedia. «Ci sarà la nostra preghiera per questo evento – ha dichiarato ai giornalisti – sarà una bella occasione per provare a fare il punto della situazione perchè la recente mini-alluvione (si riferisce agli eventi alluvionali del 22-23 novembre 2020 n.d.r.) ha mostrato che, forse, non siamo ancora pronti. Penso che quella ricorrenza potrebbe essere un’occasione per fare il punto di quello che abbiamo posto in essere per evitare che queste cose si possono riprodurre nella nostra città».

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