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VIDEO | Crotone dice no alla discarica di Giammiglione: modificare il Pob fase 2 e rimuovere i veleni

E' quanto è emerso dal Consiglio Comunale convocato ieri pomeriggio sulla discarica e sullo stato attuale della bonifica degli ex siti industriali Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

In località Giammiglione non si farà nessuna discarica di rifiuti pericolosi e non: è quanto ha deliberato all’unanimità il Consiglio Comunale di Crotone con un apposito documento emerso dalla riunione convocata lunedì pomeriggio. La massima Assise cittadina, nella delibera, ha espresso “la propria ferma contrarietà alla realizzazione di nuove discariche, nonché all’utilizzo di quelle esistenti al fine di smaltire le scorie ed i rifiuti provenienti dalla bonifica dei siti industriali del territorio comunale e provinciale”, nonché nuovi siti per far conferire rifiuti che provengano da fuori provincia. All’ordine del giorno, appunto, la discarica di Giammiglione – alla quale il 20 ottobre scorso la Regione diede parere positivo, ma il sindaco Vincenzo Voce respinse nell’immediatezza l’ipotesi di realizzazione – ma anche lo stato attuale della bonifica degli ex siti industriali. Questo punto è stato incalzato da una nota inviata il 7 ottobre da Eni in cui annunciava che i rifiuti della bonifica sarebbero rimasti li. Effettivamente non è nulla di nuovo poiché la questione è appurata nel Pob fase 2 che – ha dichiarato Voce – «non è una bonifica, ma una messa in sicurezza neanche permanente». Si riferisce all’area ex impianti – la più inquinata – dove sono presenti 400mila tonnellate di rifiuti con cadmio, arsenico e piombo, direttamente a contatto con la falda acquifera. Questi rifiuti rimarranno in loco, mentre quelli delle aree ex armeria ed ex fosfotec saranno bonificati e, dunque, tolti da li. La risoluzione del problema – è emerso in conclusione – è la modifica del Pob fase 2 affinchè vengano estirpati i veleni dall’area ex impianti. Inoltre, il primo cittadino ha riferito che giornalmente invia comunicazioni al Governo nazionale affinchè proceda alla nomina del commissario per le bonifiche dei siti Sin, carica che manca da due anni quando era stato designato il generale dell’Arma Giuseppe Vadalà, mai nominato ufficialmente.

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