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VIDEO | Crotone tributa l’ultimo saluto a don Pino Covelli, decano dei sacerdoti dell’Arcidiocesi

Oggi i funerali all'interno della Basilica Cattedrale officiati da mons. Angelo Panzetta

Forse, le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno fatto sì che le esequie di don Pino Covelli fossero proprio come egli stesso le avrebbe immaginate e volute, poca enfasi e non troppi partecipanti. Il decano dei sacerdoti dell’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina è scomparso a 93 anni la sera del giorno di Santo Stefano, a due mesi dalla rottura del femore occorsagli mentre scendeva le scale della Chiesa dell’Immacolata, la chiesa di cui era parroco da ben 39 anni e la cui salvaguardia e conservazione è stata anche la sua ragione di vita. I funerali sono stati celebrati dall’arcivescovo. Monsignor Panzetta, che sebbene lo conoscesse da meno di un anno si era affezionato a quell’uomo dall’aspetto severo ma di cui aveva apprezzato l’inflessibilità moralità. Proverbiale e perfino scomoda, perchè di don Covelli sono diventate leggendarie le omelie, sempre accorate e solitamente non brevi, ed anche le invettive che lanciava nella trasmissione televisiva ‘Pelo e contropelo’, una rubrica che per moltissimi anni ha settimanalmente condotto sull’emittente Telediogene, del suo carissimo amico Elio Diogene, e che non avevano risparmiato anche la chiesa crotonese e perfino i suoi pastori, cioè i vescovi che l’hanno guidata in questi anni. Don Pino Covelli è stata una figura storica per generazioni di crotonesi, e per molti anni è stato un vero punto di riferimento per le opere ed i servizi di volontariato. Fine teologo e uomo di vasta e profonda cultura, dopo la laurea in lettere moderne e pedagogia era stato ordinato sacerdote nel 1952, ad appena 25 anni. Dal 1975 era stato nominato canonico del Capitolo Cattedrale ed ha insegnato religione, lettere e francese in moltissimi istituti scolastici. È inoltre stato direttore dell’Istituto di Scienze religiose, nel quale per una decina d’anni ha insegnato pedagogia, filosofia, psicologia, diritto canonico. In passato venne chiamato a far parte del Consiglio presbiterale regionale e nazionale, e dal 1984 al 1992 fu sottosegretario del Consiglio ecclesiastico regionale. A Crotone, è stato a lungo presidente dell’Avis, l’associazione dei donatori di sangue. Dal 1985 aveva potuto fregiarsi del titolo di Monsignore come cappellano di Sua Santità, onorificenza pontificia che gli era stata conferita da Giovanni Paolo II. Sempre il Papa polacco lo aveva investito, nel 1991, del titolo di Prelato d’onore di Sua Santità. È anche stato Cavaliere dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro, l’istituzione laicale della Santa Sede che sostiene attività ed iniziative a favore della presenza cristiana in Terra Santa, ed anche la Repubblica ne aveva riconosciuto impegno e prestigio con la nomina a Commendatore dell’Ordine al Merito, conferitagli dal presidente Scalfaro. In coincidenza con l’ultimo saluto a don Pino Covelli, il sindaco di Crotone, Enzo Voce, ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata.

Francesco Sibilla

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