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VIDEO | Gli enti pubblici condannati non pagano: la denuncia degli avvocati di Crotone

Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

Gli enti pubblici, condannati al risarcimento danni con sentenza passata in giudicato, non pagano: è la denuncia pubblica fatta dagli avvocati crotonesi Giuseppe Albanese, Pasquale Nicoletta e Giuseppe Trocino, durante una conferenza stampa – convocata alla presenza del collega Vincenzo Medici. In particolare – da quanto emerso dall’incontro con i giornalisti – si riferiscono ad Azienda Sanitaria, Provincia e Comune di Crotone, per casi quali responsabilità medica, la classica buca in strada, o danni d’immagine.

«E’ una situazione che riguarda tutti gli avvocati – ha dichiarato Nicoletta – siamo stanchi, vogliamo denunciare pubblicamente di dover fare cause su cause quando c’è già una pronuncia, ed è giusto che la pubblica amministrazione rispetti le decisioni dei giudici. Secondo noi incide moltissimo sulla capacità economica dei cittadini, anche in riferimento alle cause spicciole dei sinistri causati dalle buche. E’ un dramma». «In un Paese civile – ha dichiarato ai giornalisti – la legalità dovrebbe essere al primo posto, e dovrebbe indirizzare la macchina amministrativa. Purtroppo questo non accade, e quindi siamo costretti, non solo, a dover assumere decisioni importanti ed affrontare giudizi che durano non poco tempo, ma addirittura – all’esito di questi giudizi – ottenere delle decisioni che condannano gli enti a risarcire i cittadini per questo o quell’altro danno. Stiamo parlando di risarcimento danni da responsabilità medica, o la classica buca, danno d’immagine. Ultimamente vi è stata anche la sentenza che ha condannato l’Asp di Crotone a risarcire due soggetti i cui nomi erano stati pubblicati nell’elenco dei contagiati Covid: ad oggi, l’Asp non ha inteso risarcirli, nonostante la sentenza sia passata in giudicato. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà economiche che questi enti attraversano, ma noi riteniamo che se ne approfittino un po’ perchè le questioni potrebbero essere risolte anche in fase transattiva. Non siamo qui a puntare il dito o a battere i pugni per ottenere il massimo di quello che è previsto: siamo noi stessi avvocati a consigliare ai cittadini di assumere posizioni più morbide e, quindi, di arrivare ad una transazione piuttosto che attendere le lungaggini. Il giudice ti ha condannato, devi pagare».

Quando un ente non paga, gli avvocati sono costretti a ricorrere al giudice dell’ottemperanza, quindi «promuovere un ulteriore giudizio – prosegue l’avvocato Nicoletta – ricorrere, dunque, ad un giudice amministrativo per ottenere un’ulteriore sentenza che condanni l’ente a pagare, o eseguire quella determinata prestazione, così come stabilito dal giudice. In tutto ciò vi sono inevitabili ripercussioni anche sulla vita dei cittadini perchè potrebbero incassare quel denaro prima, alleviando – per quello che è possibile – le difficoltà economiche che chiaramente insistono sul territorio». Affrontare un nuovo giudizio comporta delle altre spese: «è sempre così – conclude Nicoletta – quando si ricorre davanti ad un giudice, a meno che non si abbia la possibilità di ottenere il gratuito patrocinio a spese dello Stato, è il cittadino che deve anticipare le spese e deve provvedere al pagamento nei confronti del professionista».

Intervista
Pasquale Nicoletta – avvocato

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