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VIDEO | Magorno (Iv): «Esecutivo in confusione». Ma non è momento per una crisi di Governo

«In un momento d’emergenza, serve un Governo d’emergenza»: per il senatore di Italia Viva, nonché sindaco di Diamante Ernesto Magorno, il Governo è in confusione: a quanto dichiarato ai nostri microfoni, il senso di spaesamento vi è sul piano dei vaccini anti-Covid, l’apertura delle scuole e sul piano per il Recovery Fund – ovvero i fondi di recupero, 209 miliardi di euro per l’Italia dall’Unione Europea, stanziati per la ripresa dell’economia in ginocchio a causa del Coronavirus.

Partendo dal presupposto che non sta a noi emettere giudizi o sentenze su un governo, sulla competenza, sulle negligenze – seppur tanto evidenti in più settori da parte dell’attuale guida del Paese – non è momento di una crisi di Governo per come la sta impostando il partito di Matteo Renzi. L’attuale scenario che sta pervadendo l’Italia, messa a dura prova dall’emergenza sanitaria e con il piano dei vaccini da attuare – ripetiamo, con tutte le lacune che l’Esecutivo sta avendo – non può permettere una crisi di Governo.

Italia Viva sta alzando un polverone, non è più d’accordo con il programma della maggioranza: ci può assolutamente stare. Ma qual è il secondo fine, qualora dovesse esserci? Entrare in un Conte Ter – qualora l’attuale premier dovesse procedere ad un rimpasto – avendo ministeri più “appetibili”? Ma ci rendiamo conto che con la crisi in atto ci potrebbe essere anche il rischio di perderli quei 209 miliardi di euro? Chi lo dice agli italiani, a tutti quelli che stanno facendo i salti mortali per arrivare a fine mese, ai commercianti-ristoratori-partite Iva-imprenditori?

Non è momento di giochi e giochetti da parte di chi si trova in maggioranza, non è assolutamente ammissibile, perchè c’è il rischio che salti tutto. Discorso a parte è quello sostenuto dall’opposizione che, in quanto tale, ha e sostiene idee e programmi contrapposti per natura. Ma almeno ha dimostrato la coerenza, se ancora vale in Italia questo concetto.

Il buonsenso indicherebbe, quantomeno, di aspettare che passi il momento d’emergenza, raggiungere il tanto agognato 70-80% di persone vaccinate, mettere in campo ed attuare il Recovery Plan, per poi aprirla la crisi di Governo. L’alternativa quale potrebbe essere? Conte che sale al Colle per rimettere il mandato nelle mani del presidente Mattarella? Iniziare le consultazioni e perdere ulteriore tempo che queste operazioni comportano? E, nel frattempo, all’Italia e agli italiani chi ci pensa? Certo, le Camere non verrebbero sciolte, ma si creerebbe un vortice inutile in questo periodo emergenziale.

Il presidente del Consiglio potrebbe “cedere” alle richieste di Matteo Renzi accettando di correggere il tiro per come vorrebbe Italia Viva: e poi gli partiti di maggioranza – Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali – accetterebbero un compromesso? I numeri in Parlamento vedono 30 deputati di Iv alla Camera, e 18 al Senato (nel gruppo con il Psi): qualora dovessero togliere il sostegno al Governo, ci sarebbe qualche problema per la maggioranza a Palazzo Madama, poiché l’esecutivo andrebbe “sotto”. Ma la domanda è sempre la stessa: ne vale la pena, al momento? Ai lettori il giudizio.

Giuseppe Laratta

(intervista realizzata da Luigi Salsini)

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