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VIDEO | Mons. Morrone ai fedeli reggini: «Spero di dare una mano a questa comunità che aiuterà anche me»

Le prime parole del neo Arcivescovo eletto di Reggio Calabria-Bova dopo l'elezione da parte di Papa Francesco nel Duomo di Crotone

«Sapevamo di queste sedi vacanti, ma non mi aspettavo Reggio Calabria. E’ stata una sorpresa che mi ha scosso perchè è una chiesa grande, bella, ricca di doni. Spero di contribuire al cammino, di dare una mano a questa comunità che aiuterà anche me, perchè da soli non si va da nessuna parte». Sono le parole dell’Arcivescovo eletto di Reggio Calabria-Bova, mons. Fortunato Morrone, nella Basilica Cattedrale di Crotone dopo l’elezione da parte di Papa Francesco. Presbitero dell’Arcidiocesi di Crotone – Santa Severina, parroco di San Leonardo di Cutro fino a ieri, ha rivolto un messaggio alla comunità che lascia: «Lascio l’impegno di vivere veramente in comunione, e di incentivare i doni che sono già presenti. Abbiamo una bella realtà laicale, una bella presenza di preti giovani, intellettualmente capaci».

Alla comunità reggina che andrà ad abbracciare ha rivolto questo pensiero: «Nell’attesa di potervi incontrare e con voi lavorare con orgoglio e gratitudine nella vigna del Signore, saluto tutti e ciascuno, certo che metterete in comune i beni spirituali, le competenze e le risorse che tra voi abbondano, a beneficio di tutte le persone che abitano il territorio della chiesa reggina. Da parte mia metterò a disposizione quel poco che sono, confidando di cuore all’azione dello Spirito di cui tutti siamo crismati, per portare nel mondo il buon profumo, quello intensamente umano, di Gesù. Un saluto particolare e affettuoso agli ammalati e ai sofferenti nel corpo e nello spirito, a chi è stato segnato in questo periodo di pandemia e, pertanto, a tutto il personale sanitario che con generosità e professionalità si è speso per gestire l’emergenza. Rivolgo il mio pensiero e il saluto a chi è nella solitudine e nella povertà a causa del momento di crisi economica che stiamo attraversando, a chi è senza lavoro e a chi può ancora esercitare un lavoro, agli adolescenti ed ai giovani e a tutti coloro che a vario titolo, dentro e fuori la chiesa, si prendono cura della loro formazione umana, intellettuale e spirituale. Un pensiero caloroso a tutte le famiglie, spina dorsale della nostra comunità ecclesiale e civile».

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