giovedì, 25 luglio 2024

VIDEO | Operazione “Athena”, decapitate le cosche dell’Alto Jonio cosentino: i dettagli

Ricostruisce traffici di droga, estorsioni, intimidazioni, regolamenti di conti registrati negli ultimi quattro anni nell’alto Jonio cosentino l’operazione antimafia “Athena”, condotta da Carabinieri e Polizia e coordinata dalla Dda di Catanzaro. 68 misure cautelari ed 82 indagati a decapitare i clan della Sibaritide, con in testa gli Abbruzzese ma anche con esponenti della ‘ndrangheta di Cosenza e Rende. In 39 sono finiti in carcere; 24 ai domiciliari; per 5 è stato disposto l’obbligo di firma, e tra loro c’è anche un consigliere di maggioranza del Comune di Cassano allo Jonio.
Le accuse sono di associazione mafiosa, narcotraffico, estorsioni, favoreggiamento della latitanza e ad altri reati anche aggravati da modalità e finalità mafiose.
Tra i fatti contestati ci sono numerose estorsioni e danneggiamenti a danno di un notissimo club resort di Sibari; estorsioni a produttori agricoli e imprenditori del settore fondiario; persino estorsioni compiute in danno di una società incaricata di installare gli autovelox lungo le strade dell’area ionica del Cosentino. E ancora incendi, usura, violenza privata, reati in materia di armi e riciclaggio.
Al centro dell’inchiesta, la famiglia Abbruzzese di Lauropoli, egemone nella Sibaritide, della quale è stato ricostruito l’attuale assetto; da questo clan dipendeva un’altra associazione a delinquere, che gestiva il traffico e lo spaccio di droga.
Ricostruita anche la rete dei fiancheggiatori che hanno favorito la latitanza di Luigi Abbruzzese, considerato esponente di vertice dell’omonimo clan.
E tra gli indagati c’è anche Maurizio Scorza, ucciso la sera del 4 aprile scorso nelle campagne di Castrovillari assieme alla compagna Hanene Hedhli.
Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Si tratta di beni immobili, aziende, quote sociali, beni mobili registrati e rapporti finanziari riconducibili a più indagati.