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VIDEO | Operazione “Nuovo corso”: le mani della ‘ndrangheta reggina sugli appalti dei lavori pubblici

Cinque le persone arrestate tra cui elementi di spicco, affiliati e contigui alla cosca De Stefano

Le mani della ‘ndrangheta sugli imprenditori appaltatori di lavori pubblici: è quanto ha scoperto la DDA di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, durante le indagini che hanno portato all’operazione “Nuovo corso” condotta dalla Polizia. Agli arresti sono finite cinque persone – tra cui elementi di spicco, affiliati e contigui alla cosca De Stefano – e si tratta di: Paolo Rosario De Stefano, Paolo Capodera, Andrea Giungo, Domenico Morabito e Domenico Musolino. I reati che vengono contestati sono associazione mafiosa, estorsione e tentata estorsione in danno di affermati imprenditori, aggravate dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

Nel particolare – secondo quanto emerso dalle indagini – dal 2012 al 2018 affiliati della cosca De Stefano si sono presentati, in qualità di membri della famiglia, dall’imprenditore Francesco Siclari e da un suo consociato, aggiudicatari entrambi degli appalti pubblici per il rifacimento di Corso Garibaldi – mentre il primo anche per l’appalto di piazza Duomo a Reggio Calabria, per chiedere il pizzo sui lavori in corso. Le richieste estorsive – secondo gli inquirenti – non avvenivano in maniera violenta, anzi il tono era sempre “amicale”, a ritmo cadenzato, per un totale di 80mila euro. In un episodio in particolare, secondo quanto riferito dal procuratore Bombardieri in conferenza stampa, gli affiliati hanno fatto conoscere a Siclari il boss Paolo Rosario De Stefano.

Le indagini sono partite non solo dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ma soprattutto con la denuncia dello stesso imprenditore Francesco Siclari che ha ricostruito agli investigatori le richieste subìte dalla cosca.

G.L.

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