giovedì, 13 giugno 2024

VIDEO | Parchi Sibari-Crotone, via libera dal Consiglio dei Ministri

L’ente autonomo “Parchi di Sibari e Crotone”, che accorpa, appunto, le due grandi aree archeologiche calabresi del periodo magno-greco, è ormai ad un passo dall’istituzione dopo che ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto della Presidenza del Consiglio che riorganizza musei, parchi archeologici ed altri siti culturali italiani il cui numero sale da 44 a 60, con l’introduzione di 17 nuovi istituti. Dei 60 enti, 14 saranno di prima fascia, dai Musei Reali di Torino alla Pinacoteca di Brera, dagli Uffizi al Colosseo, dalla Galleria Borghese al Museo di Napoli, da Pompei alla Reggia di Caserta, mentre gli altri 46 rientrano nella seconda fascia, il livello dirigenziale non generale. Fra essi, i Parchi di Sibari e Crotone, organismo unico che gestirà i Musei archeologici di Sibari e di Crotone, il Museo ed il Parco archeologico di Capo Colonna, ed i castelli di Crotone e Le Castella e che dovrebbe essere guidato dal direttore del Parco di Sibari, Filippo Demma. Nelle scorse settimane la proposta di riforma aveva ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Beni culturali, e la bozza preliminare del decreto era stata inviata al Consiglio di Stato per il parere, prima dell’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri. A Crotone, tuttavia, la scelta di fare di Sibari il parco capofila sta causando aspre polemiche: s’intravede il rischio di avere un peso specifico inferiore sebbene sia indiscutibile la preponderanza di beni, reperti e vastità delle aree sottoposte a controlli e vincoli dei beni culturali. Politicamente, non è un mistero che ai vertici del Ministero siedano ancora uomini di fiducia dell’ex ministro Franceschini, che Sangiuliano non ha inteso rimuovere o sostituire. Di certo, c’è che il nuovo ente sarà un istituto che avrà un’enorme influenza su un territorio molto vasto, esteso lungo tre delle cinque province calabresi, ed è altissimamente probabile che sia destinatario di cospicui trasferimenti finanziari per gestire, fra l’altro, anche il progetto Antica Kroton, che troppe volte ha fallito il vero e proprio decollo. La soprintendente di Crotone e Catanzaro, Stefania Argenti, ritiene però che accorpare le due aree sotto una sola testa non sia, di per sé, una cattiva scelta, ma anzi, rappresenti un’opportunità che potrebbe giovare all’interesse complessivo della cultura ed all’immagine della Calabria.