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VIDEO | “Platinum-Dia”: «La ‘ndrangheta inquina l’economia dei vari Paesi in cui si stabilizza»

Maxi operazione interforze internazionale - coordinata e condotta dalla DDA di Torino, DIA, Eurojust, Polizia e magistratura tedesca - che ha portato all'arresto di 33 persone e 65 indagati Scritto da: FRANCESCO SIBILLA e GIUSEPPE LARATTA

Le mani della ndrangheta sul Piemonte, sulla Germania, su mezza Europa. Sono 33 le persone raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’operazione denominata ‘Platinum-Dia’, coordinata dalla Procura Distrettuale di Torino e da quella di Costanza, città della Germania sud-occidentale sulle rive dell’omonimo lago, al confine con la Svizzera, che ha impegnato le forze di polizia italiana, tedesca, romena e spagnola. Altre 65 persone sono indagate. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa al traffico internazionale di droga, dall’estorsione al riciclaggio, all’intestazione fittizia di beni molti dei quali, aziende, immobili, conti correnti, autoveicoli, sono stati sequestrati oltre a quattro pistole, due etti di cocaina, gioielli e soldi in contanti. A Torino sono state sequestrate, fra l’altro, una torrefazione, un bar, una società edile ed un’immobiliare. In Italia sono entrati in azione circa 300 fra uomini della Direzione investigativa antimafia, Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza, più altri 500 agenti negli altri paesi europei. L’inchiesta si è diramata partendo dalle indagini sulla locale di ndrangheta di Volpiano, dove dagli anni ’70 è egemone la cosca Agresta-Marando di Platì, tanto che il piccolo comune ad una quindicina di chilometri da Torino è stato ribattezzato la piccola Platì, al pari di quelli lombardi di Corsico e Buccinasco, e sulla cosca Giorgi di San Luca. I traffici di droga hanno portato a collaborare fra loro le procure antimafia di Reggio Calabria, Genova e Cagliari, ovvero quelle delle regioni in cui la droga veniva smerciata, ma gli affari delle ndrine si allargavano fino al land del Baden Wurttemberg, quello di Stoccarda, il terzo più esteso e popoloso della Germania, ed alle località turistiche del lago di Costanza. Tutto è iniziato nel 2016, con gli accertamenti su alcuni imprenditori vicini agli Agresta-Marando, Gianfranco Violi, Andrea Aurora, Domenico Aspromonte ed i fratelli Mario e Giuseppe Vazzana. La cosca Giorgi avrebbe curato il narcotraffico tra Italia, Olanda, Germania e Spagna, reinvestendone poi i profitti in attività commerciali, specie in Germania. Per le fasi più delicate del trasporto di droga, venivano usati dei criptofonini BQ, smartphone anti-intercettazione che usano metodi di crittografia quasi inattaccabili. Fra gli arrestati i fratelli Domenico, Francesco, Giovanni e Sebastiano Giorgi che avevano messo in piedi un a complessa rete di trafficanti albanesi, rumeni e colombiani di stanza in Olanda e Belgio, che si rifornivano di cocaina in Brasile. Non meno ramificata la rete di distribuzione, che in Italia riguardava Piemonte, Lombardia, Sardegna e Sicilia. Dalla Procura di Torino hanno fatto notare come, oltre alla collaborazione di alcuni pentiti, determinante per le indagini sia stata la collaborazione tra gli investigatori italiani e tedeschi.

La conferenza stampa

«Questa indagine ha dimostrato, ancora una volta, che in Piemonte non c’è nessuna zona che può definirsi franca dalla infiltrazione mafiosa. E’ una ‘ndrangheta che rifugge da gesti eclatanti, intenta a far proliferare le attività commerciali, spesso fittiziamente intestate a terze persone. E’ un’attività finalizzata al riciclaggio dei proventi illeciti». Sono le parole del procuratore capo della Repubblica di Torino Anna Maria Loreto alla conferenza stampa nella quale sono stati illustrati i particolare della maxi operazione; presenti il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, il membro nazionale italiano ad Eurojust Filippo Spiezia, il procuratore capo di Costanza Johannes George Roth, il Capo ESOCC European Serious organised crime center di Europol Jari Liukku, il direttore della Direzione Investigativa Antimafia Maurizio Vallone, ed il vice direttore della Direzione Investigativa Antimafia Generale di Brigata G.di F. Nicola Altiero.

La ‘ndrangheta nell’economia turistica in Germania

«Gli uomini della ‘ndrangheta si erano collocati in località turistiche (in Germania n.d.r.) e qui avevano costituito attività economiche, in particolare ristoranti denominati “paganini”. Conducevano attività economiche di import-export di autovetture, attività per il commercio di generi alimentari; inoltre, di volta in volta, acquisivano attività, che poi» fraudolentemente «venivano abbandonate». Sono le parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho: «tutto questo – prosegue – è un sistema criminale che si infiltra nell’economia, e che dimostra come la ‘ndrangheta sia un soggetto di grande pericolosità, proprio perchè inquina l’economia dei vari Paesi in cui essa riesce a stabilizzarsi. La modalità con la quale riesce ad infiltrarsi è il ristorante o il bar che consente la socializzazione».

La rete di comunicazione criptata

Come emerso anche nella recente operazione “Molo 13” – coordinata dalla DDA di Catanzaro e condotta da Scico e Guardia di Finanza (LEGGI QUI) – anche in questo caso sono emerse tecnologie criptate con le quali gli indagati comunicavano tra loro, ovvero «telefoni con protocollo Enchrochat, ed apparati con sistema criptato Sky Ecc, che costituiscono gli strumenti ormai ordinari di comunicazione, laddove a livello globale non si riesca ad avere una capacità di controllo di queste apparecchiature, si ha una debolezza nel contrasto» – ha dichiarato Cafiero De Raho.

Morra: «Una forza che si espande in Europa»

Per il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, la maxi-operazione di oggi dimostra la pervasività della ndrangheta ma anche la capacità di risposta e la forza dello Stato. «Mi chiedo, ha aggiunto Morra, per quanto ancora si voglia sottovalutare il problema di una forza criminale che non solo ha monopolizzato il territorio e lo ha asservito ai suoi fini criminali, ma ha un’impressionante forza economica grazie alla quale si espande ovunque in Europa».

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