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VIDEO | «Riaprite l’ospedale di Cariati»: l’odissea del nosocomio pronto per l’uso e la protesta dei cittadini

Il “Vittorio Cosentino” è chiuso da dieci anni, ma rappresenta un punto fondamentale per la popolazione che va dall'Alto Crotonese fino a Mirto Crosia Scritto da:

Non è una cattedrale del deserto, ma una realtà che potrebbe servire – come ha fatto in passato – 70mila pazienti, in un raggio che va dall’Alto Crotonese fino a Mirto Crosia, includendo i paesi dell’entroterra: parliamo dell’ex ospedale di Cariati, entrato in funzione nel 1978 e chiuso con il piano di rientro dieci anni fa. Una struttura con 120 posti letto e, una volta attivi, i reparti di Medicina, Chirurgia, Ostetricia, Pediatria, Dialisi e Cardiologia: allo stato attuale conta 10 posti letto rsa, 8 per Dialisi, 1 per il declassato punto di primo soccorso; in funzione – anche se di fatto chiuso per mancanza medici – il reparto di Radiologia. Sono presenti due sale operatorie per Chirurgia, una per Ginecologia, e due sale parto – ristrutturate nel 2009 e chiuse nel 2010. Il personale in servizio conta di 8 medici, 3 in rsa, 2 Cardiologia, 3 in Dialisi, e 8 per il pronto soccorso e 118. Vi è anche un’ala nuova del nosocomio, realizzata tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 200, mai entrata in funzione: al momento vi sono presenti degli uffici, però potrebbe ospitare altri 40 posti letto, con camere doppie e servizi in stanza, per la riabilitazione.

Da un mese esatto è in atto una protesta dei cittadini, coordinati dal movimento Le Lampare – che hanno occupato simbolicamente un’ala dell’ospedale – per chiedere la riapertura del “Vittorio Cosentino”: chiedono anche la valutazione affinchè possa diventare momentaneamente centro Covid – visto che è praticamente pronto – ma fondamentalmente la richiesta va oltre il periodo critico attuale. La richiesta è che il nosocomio possa essere re-inserito nella rete ospedaliera pubblica, anche perchè c’è da considerare che – a quanto appreso – il “Vittorio Cosentino” rappresenta anche l’unico pronto soccorso tra Crotone e Policoro: al momento, il punto di riferimento è l’ospedale di Rossano o Cosenza, con le dovute distanze e le relative tempistiche che ci vogliono per arrivarci.

La tempistica è tutto durante un’emergenza come può essere, per esempio, da un infarto in corso o uno pneumotorace – ovvero la presenza di aria nello spazio pleurico, che provoca un collasso parziale o completo del polmone – dovuto anche allo scoppio di un airbag (l’ospedale si trova sulla strada statale 106, tristemente famosa per l’elevato numero di incidenti): ecco, avere a disposizione un nosocomio nelle strette vicinanze – invece che arrivare a Rossano o Cosenza – potrebbe salvare – in entrambi i casi appena descritte – ulteriori vite umane, oltre che fornire un servizio efficiente ai cittadini.

Giuseppe Laratta

interviste:
Cataldo Formaro – ex primario del Laboratorio Analisi ospedale Cariati
Mimmo Formaro – movimento Le Lampare

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