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VIDEO | Salvarono 88 migranti a Le Cannella: la prefettura ringrazia forze dell’ordine e volontari

Il racconto di chi c'era quella notte e le emozioni avvertite in quei momenti concitati Scritto da: GIUSEPPE LARATTA

«Quando siamo arrivati sul posto, dal promontorio, l’immagine era davvero preoccupante. Avevamo tanta paura perchè, benchè siamo addestrati ad ogni eventualità, in realtà il mare – con quella forza – faceva paura. Però vedere un padre che ti affida una delle cose più preziose della vita, che è un figlio, ripaga di qualsiasi sofferenza. In realtà – e penso di parlare a nome di tutti – nessuno di noi ha pensato di non farcela. Trasportare le persone dalla poppa alla spiaggia era stato semplice, il ritorno pesantissimo; spesso siamo caduti in acqua, ma ci siamo rialzati per la volontà di prendere un bambino, una persona, un disabile. L’abbraccio di quella bimba non lo dimenticherò mai più».

I supereroi esistono e sono in mezzo a noi: non hanno il mantello e superpoteri. Anzi, i superpoteri che usano sono la professionalità e l’umanità. A parlare è il vice ispettore Luigi Crupi della questura di Crotone: lo scorso 3 novembre, sulla spiaggia di Le Cannella, insieme ad una ventina tra agenti delle forze dell’ordine e volontari, hanno salvato 88 migranti – tra cui donne, bambini e disabili – a bordo di una barca a vela che si era arenata. Le condizioni meteo erano pessime, come si evince dalle immagini, con vento forte e mare in tempesta: ma loro li hanno portati sani e salvi a riva. Per questo motivo, la prefettura di Crotone ha voluto ringraziare gli uomini della Polizia, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco e Croce Rossa che erano li quella notte.

Ad intervenire per primi sono stati gli uomini della Capitaneria di Porto che, grazie ai “Rescue swimmer” – ovvero militari e migliori nuotatori di soccorso in situazioni del genere, come il Sotto Capo di 1^Classe Scelto Ivan Scrascia – sono riusciti a “costruire” il ponte umano e a trasbordare le persone. «La paura in quel momento – ha dichiarato Scrascia – era che il mare intraversasse la barca e la facesse inclinare maggiormente facendo finire tutti gli occupanti in acqua. Spesso queste persone non hanno mai visto il mare, non sanno nuotare, anzi appena hanno toccato l’acqua – come abbiamo visto nei loro volti – sono andati in panico; tanti li abbiamo dovuti trasportare di peso».

interviste:
Giuseppe Lerose – Capo Squadra Esperto VVFF
Marco Giambra – questore di Crotone
Maria Carolina Ippolito – prefetto di Crotone

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