Attualità Catanzaro Fede Italia Notizie Primo Piano TICKERS Video Video del giorno

VIDEO | Una Chiesa missionaria: inizia il ministero episcopale di mons. Domenico Battaglia

Ieri la cerimonia d'ingresso a Napoli del neo arcivescovo Scritto da:

Non preti di strada, ma Chiesa di strada. Perchè se non è di strada, se non esce dalle sacrestie, se non si sporca, se non si accorge di chi resta indietro e non soccorre chi ha bisogno la Chiesa non è. Il ministero episcopale del nuovo arcivescovo di Napoli, il calabrese Domenico Battaglia, è partito con un’impronta chiarissima: quella di una Chiesa missionaria, in uscita, concetti essenziali, caratterizzanti da quasi otto anni anche il pontificato di Papa Bergoglio, che nel 2016 elevò all’episcopato l’allora 53enne sacerdote di Satriano, e che meno di due mesi fa lo ha nominato arcivescovo metropolita di una delle diocesi italiane più prestigiose e delicate. E dopo una prima parte più teologica, dedicata alla ricorrenza della Presentazione di Gesù al tempio, don Mimmo, come lo chiamano tutti coloro che lo hanno conosciuto e, c’è da credere, presto anche i fedeli napoletani, con la sua omelia scuote la Cattedrale di Santa Maria Assunta sferzando l’eccesso di compromessi e carrierismi che, anche all’interno del clero, prevalgono sulla ricerca della verità.

Ciò che la Chiesa deve perseguire, secondo monsignor Battaglia, non è la rilevanza sociale o istituzionale, ma l’amore, l’umiltà e la gratuità del servizio, ed a Napoli, nella cui diocesi, che è la più grande dell’Italia meridionale, le periferie abbandonate ed i luoghi della sofferenza, delle diseguaglianze e delle tensioni sociali sono moltissimi, occorre riorganizzare la speranza, specie nel tempo della pandemia. E prima della cerimonia di ieri pomeriggio, don Mimmo aveva effettuato un pellegrinaggio simbolico delle fragilità del territorio incontrando a Piscinola i familiari di Francesco Della Corte, il vigilante ucciso il 3 marzo del 2018 da tre minorenni, poi una ragazza nigeriana giunta in Italia, sfruttata, indotta con la violenza a prostituirsi ed ammalatasi di Aids, ed infine era andato a prendere il caffè a casa di un operaio della Whirlpool. È con alcune di queste persone che ieri pomeriggio il nuovo vescovo è entrato nel Duomo per prendere possesso della Cattedra. Primi segnali di quell’attenzione verso gli ultimi che ha caratterizzato la sua azione pastorale sin dai tempi di Catanzaro, dove avvenne l’incontro con Stefano, un tossicodipendente che gli aveva chiesto aiuto.

Don Mimmo ha citato le parole di don Tonino Bello, vescovo pugliese morto nel 1993 ed avviato verso la beatificazione, all’atto del suo insediamento come presule di Molfetta, ed anche il brano ‘Terra mia’ di Pino Daniele, per esortare a credere nella speranza senza fingere di non vedere le verità più crude. Di cui, sottinteso, una Chiesa missionaria e forte non può certo avere paura.

F.S.

Condividi su Whatsapp
24 Condivisioni

 

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA