lunedì, 22 luglio 2024

VIDEO | Via Crucis nel ricordo del naufragio di Cutro: «Il cristiano deve essere in prima linea nella via del soccorso»

Il momento di preghiera è stato organizzato dalla Basilica Cattedrale di Crotone

Una Via Crucis per la pace e per le vittime delle migrazioni: venerdì sera un momento di preghiera molto intenso a Crotone, organizzato dalla Basilica Cattedrale – guidata da don Alessandro Saraco – nella villa comunale. In testa ai fedeli – accorsi da tutte le parrocchie cittadine – la croce costruita con i pezzi del caicco naufragato lo scorso 26 febbraio a Steccato di Cutro, nel quale hanno perso la vita 91 migranti e tanti sono ancora i dispersi. A loro è stato dedicato il pensiero in apertura di preghiera di don Saraco.

«Sono tutte vittime delle nostre chiusure, dei poteri e delle legislazioni – ha detto – della cecità e dell’egoismo. Ma soprattutto del nostro cuore indurito dall’indifferenza. Solo un cammino di solidarietà umana, volto alla costruzione della pace, può sfondare le porte dell’indifferenza e ridare al mondo la speranza. Occorre lavorare per la pace, tutti i giorni: è un lavoro artigianale, si fa con le mani che si allargano all’accoglienza. La pace si fa con la propria vita: possa la croce di Cristo, strumento di morte proteso alla vita nuova del Risorto, che tiene uniti in un abbraccio terra e cielo, nord e sud, est ed ovest, possa illuminare le coscienze dei cittadini, della Chiesa, dei legislatori, e di tutti coloro che si professano discepoli del Signore. Affinchè giunga a tutti la buona notizia della redenzione, il Vangelo della speranza e della vera pace». «Su questa croce – ha dichiarato don Alessandro ai giornalisti, – c’è appeso Gesù che soffre con i sofferenti a causa della guerra, che si identifica con l’immigrato. Abbiamo voluto organizzare questa Via Crucis per pregare per la pace nel mondo, per le vittime delle migrazioni, e per chi soffre per vari motivi». E’ passato più di un mese dal naufragio, ed è importante che non si spengano i riflettori sulla tragedia, ma su tutta la tematica immigrazione: «siamo qui anche per questo – ha concluso il Rettore di San Dionigi – perchè il cristiano deve essere in prima linea nella via della solidarietà, del soccorso e della condivisione».

Giuseppe Laratta