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Vincenzo Speziali sulla situazione politica catanzarese: “Il connubbio non mi convince, sa di trasformismo”

Da Vincenzo Speziali, in merito alla situazione politica catanzarese, riceviamo e pubblichiamo:
“Quando esprimo un personale pensiero – il quale è autentico, forte, nonché di mia esclusiva proprietà (al pari dei miei capelli, che sono pure tanti) – so perfettamente, come questo ‘cogitare’, raccoglie consensi, ma pure dissensi. Quest’ultimi, però, spesso e volentieri, non sono pubblicamente manifestati, poiché proverrebbero, dai destinatari delle mie (giuste, giustissime) riflessioni, quindi è possibile -come spesso accade- che costoro, rispetto a me, siano a corto di argomenti e concettualità. Proprio ieri, ho dato la stura, non solo ad un mio sfogo, ma al contempo ad una ‘fotografia’ impietosa, di ciò che passa Catanzaro, per demerito della Giunta Fiorita. Intendiamoci, parlo di Giunta, non di maggioranza, poiché essa – come tutti sanno – è a variabilità continua, ovvero a secondo dei giorni o del caso, in quanto ‘l’Aula Consigliare le è una brutta bestia’, quando la gran parte dei suoi componenti, non rispecchia il ‘colore politico’ del Sindaco. Che poi, quest’ultimo – politicamente parlando – sia incolore a prescindere e dal punto di vista dell’appartenenza (para)partitica, persino indefinito o non incasellato, ciò è, semmai, un’aggravante, eppure tali sono i tempi che viviamo, quindi c’è ben poco da meravigliarsi. Alla fine, se di mezzo non ci andasse un’intera città, verrebbe da ridere, poiché un esterno a tutto – ai partiti, a ciò che di essi resta, ai presunti leaders nazionali dei medesimi, agli stessi Consiglieri Comunali che sono iscritti al PD o ai Cinquestelle, per non parlare dei candidati non eletti (come il mio amico Franco Cimino) – dicevo un esterno a tutto, persino alla pratica amministrativa e non parliamo di quella politica, l’ha ‘messa nel sacco’, sempre dal punto di vista della politica odierna (perciò considerate voi cosa sia ormai essa!), a ciascun di loro e in più o financo, a chi gli si è accordato in seguito, ovvero nella fase del ballottaggio. Ma allora, ho nuovamente ragione, perché richiamando Scarfoglio sarà pure vero quanto lui scrisse, ed io ho trasposto: “Con poca roba così, ci si accontenta di poca roba così”. Nossignore, non intendo accontentarmi, per niente e per nulla, perché persino i Consiglieri Comunali che in maggioranza numerica dovrebbero essere avversi a Fiorita (con cerchio magico cambiaventista annesso!), dovrebbero fare qualcosa di politico, proprio per il bene della città e per di più in conseguenzialità coerente e trasparente, con quanto gli dicono in Aula, oppure a mezzo stampa, ovvero dimettersi tutti, subito, all’istante, perché i fioritani vari (e variegati), talmente trasformisti da far impallidire la buonanima di Agostino Depretis (emulo del trasformismo!), non solo non ammettono la loro incapacità politico-amministrativa, ma non se ne andrebbero mai e poi mai, per nessuno motivo. Si badi bene, alla fine della fiera e della giostra, sarà il PD sul banco degli imputati con l’accusa di ‘bancarotta politica’, in più per aver difeso uno che manco gli è iscritto (ma che li ha ‘sanguisugati’ e li ‘sanguisuga’, sempre politicamente – anzi politicumemente – H24), epperò, innanzi al vettovagliamento il quale si palesa sempre e all’occasione giusta (piuttosto che propizia!), la stessa ‘opposizione maggioritaria’ non ne esce bene affatto, anzi è correa, con o senza il con(fesso). Ordunque si vuol continuare così? Io, per quanto posso fare, lo farò, cioè combatterò contro siffatto insano ‘connubio’ (e qui Urbano Rattazzi, c’entra poco), al netto di mettere in conto una sconfitta politica. Almeno però salvo la dignità, la coscienza e pure l’anima, ovvero cose che – al momento – non riscontro: sia la città a giudicare!”.
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