lunedì, 22 luglio 2024

Welfare, a Cosenza è botta e risposta tra l’assessore Buffone e La Calabria che Vuoi

La prima ritiene «eccessivamente allarmistiche» le dichiarazioni del circolo bruzio, che risponde: «Le sue sono drammatiche»

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«Dai toni adoperati si comprende lontano un miglio quanto la presa di posizione del circolo di Cosenza de “La Calabria che vuoi” abbia tutto il sapore di una polemica strumentale, artatamente messa in piedi per confondere le idee ai gestori dei servizi socio-assistenziali e agli stessi Comuni dell’ambito n.1 di cui Cosenza è capofila». Lo ha dichiarato in una nota l’assessora al Welfare del Comune di Cosenza, Veronica Buffone, in risposta alle dichiarazioni del circolo bruzio de La Calabria che Vuoi che aveva bollato come «flop» la Giunta guidata da Franz Caruso «nella gestione del welfare» (LEGGI L’ARTICOLO). «Quel che viene dichiarato – continua la Buffone – non solo non risponde al vero, ma non tiene in alcuna considerazione quanto nella realtà è stato fatto dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso, nonostante le note difficoltà finanziarie nelle quali il Comune di Cosenza si dibatte sin da quando ci siamo insediati alla guida della città. Va detto – aggiunge l’Assessore al welfare – che, tra la fine del 2021 e gli inizi del 2022, sono stati liquidati i rimborsi ai gestori dei servizi socio-assistenziali dell’ambito n.1 a tutto il secondo semestre 2021. Inoltre, sono stati saldati anche i rimborsi fino a tutto marzo 2022 e ci apprestiamo a liquidare quelli riguardanti il mese di aprile 2022».

«E tutto questo è stato fatto – afferma l’assessora – recuperando faticosamente quei ritardi accumulati dalla precedente Amministrazione e nonostante il debito di cassa del Comune nei confronti del tesoriere che ammonta a circa 30 milioni di euro. Stiamo facendo di tutto e l’Amministrazione sta, con attenzione ed oculatezza, ripartendo in modo equo le risorse per onorare fino in fondo il suo debito, percependo il momento di grande difficoltà nel quale si trovano i gestori dei servizi socio-assistenziali. Riteniamo, quindi, eccessivamente allarmistiche le dichiarazioni che a mezzo stampa sono state diffuse da “La Calabria che vuoi” che altro obiettivo non hanno se non quello di screditare l’operato dell’Amministrazione comunale che ha, invece, ben presenti le esigenze di un settore così delicato al quale seguiteremo a dedicare la massima attenzione, pur nelle difficoltà economico-finanziarie nelle quali versa il nostro Ente, così come non faremo mai venir meno il nostro impegno e la nostra volontà affinché il settore welfare sia in grado di funzionare al meglio delle nostre possibilità, in quanto si tratta di un settore essenziale per noi e per tutta la cittadinanza».

La replica de La Calabria che Vuoi

«Ci stupisce che l’assessora abbia definito le nostre dichiarazioni come “eccessivamente allarmistiche”»: è la replica alle affermazioni della Buffone da parte del circolo cosentino de La Calabria che Vuoi, con una nota firmata dal presidente Giovanni Gentile, e dalla segretaria Candida Tucci. «E’ evidente – scrivono – che situazioni quali arretrati di stipendi degli operatori, arretrati di pagamenti di utenze e sofferenza economica profonda in cui versa tutto il comparto socio assistenziale a causa dei ritardi nei rimborsi delle prestazioni da parte dal Comune di Cosenza, siano considerati dall’assessora “quisquilie” con serafica leggerezza. Apprezziamo, invece, che, l’assessora Buffone, confermi nella sua nota, la veridicità delle nostre affermazioni perché ammette che il comune ha pagato fino a marzo 2022 e sta procedendo a liquidare aprile… aggiungendo – a difesa del suo operato – “è stato saldato tutto il 2021”… Dichiarazioni, queste, che farebbero sorridere anche un bambino delle scuole elementari se non fosse che, invece, denotano una certa drammaticità».

«Vogliamo ricordare all’assessora – scrivono Tucci e Gentile – che il Comune di Cosenza ha ricevuto dalla Regione, fondi pari a ben 2 milioni e mezzo di euro, sufficienti a coprire tutta la spesa per il 2022 e non v’è giustificazione per cui ancora ad oggi i pagamenti delle strutture siano fermi a marzo o ad aprile nel migliore dei casi. Vogliamo ricordare che parliamo di prestazioni sociali dal costo irrisorio che consentono ai gestori a stento di arrivare a fine mese, figuriamoci ad immaginare di dover coprire 6/7 mesi successivi. Con questi ritardi (inammissibili a fronte di coperture economiche esistenti) si mette a rischio la qualità dei servizi e delle prestazioni che gli erogatori privati devono garantire. Probabilmente, l’assessora non conosce le tariffe che il comune di Cosenza (non) sta pagando per le richiamate prestazioni: parliamo di 26 euro al giorno per le disabilità, 11 euro per i minori ed a stento 20 euro per anziani, e non ha avuto tempo o modo di ascoltare e parlare con le strutture socio assistenziali ed è forse per questo che a cuor leggero si autoassolve».

«Puntualizziamo, infine – conclude la nota – che le dichiarazioni del circolo della Calabria che vuoi non sono affatto polemiche strumentali, come le definisce la Buffone, perché risale ad oltre 7 mesi fa la richiesta di incontro dei referenti del circolo all’amministrazione politica Caruso per discutere delle problematiche del settore in un’ottica di costruzione democratica e partecipata dell’azione politica della nostra città. Tuttavia, questa richiesta è stata trascurata dalla giunta Caruso che, evidentemente, crede di far meglio da sola ed a porte chiuse. Se l’intento della Calabria che vuoi fosse semplicemente quello di strumentalizzare, lo avrebbe fatto molto prima perché ce ne erano tutti gli elementi. Purtroppo il circolo di Cosenza della Calabria che vuoi denuncia fatti e condizioni che rispondono al vero e l’assessora lo ha ammesso ampiamente proprio con la sua nota di risposta».