giovedì, 15 ottobre 2026

Dalla Calabria al mondo: sul set di “Sandokan”, la serie tv evento Rai

In onda dall'1 dicembre per quattro settimane, è stata girata in gran parte in Calabria. Ieri pomeriggio visione dei primi due episodi riservata alla stampa

Il mito e la leggenda di Sandokan ripartono dalla Calabria e arrivano in tutto il mondo: partirà lunedì 1 dicembre su Rai1 – con otto puntate spalmate in quattro settimane – la serie tv evento prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, col sostegno della Fondazione Calabria Film Commission.

Le vicende di Sandokan, Lady Marianna e Lord Brooke – interpretati da Can Yaman, Alanah Bloor ed Ed Westwick – sono ambientate per buona parte in Calabria – punto centrale tra il Crotonese, il Catanzarese, il Vibonese ed il lametino dove nell’area industriale è stato allestito il set con la colonia inglese di Labuan ed il rifugio di Singapore. Qui si incroceranno le storie dei protagonisti tra rivalità, amore e vendetta.

Il set di Lamezia Terme è diventato anche sede di una mostra dove è possibile ammirare gli abiti e gli oggetti di scena originali. Martedì pomeriggio la stampa è stata invitata per la proiezione in anteprima dei primi due episodi all’interno del backlot della Fondazione Film Commission Calabria all’interno delle ambientazioni dove è stata realizzata la serie.

Grande: «Punto di partenza per la Calabria»

La produzione della fiction su Sandokan rappresenta un importante punto di partenza per la Calabria Film Commission, valorizzando il territorio e creando un polo cinematografico innovativo a Lamezia Terme, con l’obiettivo di attrarre produzioni e turismo legato al cinema. Inoltre, sono stati avviati corsi di formazione per giovani talenti locali, rafforzando così l’industria cinematografica calabrese.

«Diciamo che è un punto di inizio – ha dichiarato ai giornalisti il presidente della Fondazione Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande – ma è un grande punto di riferimento perché portare in Calabria una fiction del genere – che poi più che fiction si può definire un vero e proprio kolossal, immagini di straordinaria bellezza e potenza, proprio cinematografica. La prima è stata fatta durante la Festa del cinema di Roma, con un grandissimo successo sia istituzionale, che di pubblico, che di stampa. Sono otto puntate bellissime di grande suspense che riprendono un po’ – in un certo senso in maniera rimodulata, modernizzata – del vecchio Sandokan, con l’attore Kabir Bedi del 1976, e quindi del romanzo di Salgari. Una fiction d’impatto, sono otto puntate spalmate per quattro serate, dove si respira proprio la Calabria e si vede la bellezza. Quindi un’operazione riuscita sia da un punto di vista del marketing territoriale, ma anche di un indotto importante portato in Calabria. Era quello che in un fondo la Calabra Film Commission aveva posto proprio come finalità».

I nascenti studios a Lamezia Terme

L’area che ospita il set di Sandokan sarà il nuovo polo degli studios cinematografici che sta sorgendo nell’area industriale lametina. «A 3 km dall’aeroporto e dalla stazione centrale – ha detto ancora Grande – quindi non potevamo trovare un posto migliore. Sono già in attivo i lavori, nel giro di 7-8 mesi i lavori saranno completati. Adesso è stato fatto questo backlot – la Villa di Labua – dove sono state girate tantissime scene della fiction, dove la maggior parte degli interni sono stati fatti proprio qui a Lamezia Terme – il boudoir, l’infermeria, la prigione, la sala da ballo. C’è anche una bellissima mostra con alcuni capi salienti della fiction. Questo sta diventando un fulcro, un punto di riferimento della cinematografia non solo calabrese, non solo del Sud Italia, ma nazionale, anche internazionale».

Il 45 giri originale della colonna sonora

Il presidente della Calabria Film Commission ha portato alla proiezione una chicca: il 45 giri originale con il brano della colonna sonora del film “Sandokan” cantato dagli Oliver Onions. «Questo è un vero e proprio cimelio, un 45 giri preziosissimo che mi ha regalato mio padre nel 1976, quando ero un bambino e guardavo la fiction con Kabir Bedi. L’ho ritrovato tra i ricordi che mi ha lasciato mio padre, scomparso un mese fa. Anche tante foto in cui ero vestito da Sandokan a carnevale. Sono doppiamente emozionato perché Sandokan è sempre stato il mio mito e ho avuto il piacere che questa nuova serie sia stata fatta in Calabria, nella mia città».

Occhiuto: «E’ la serie Rai più importante del 2025»

La RAI, dunque, trasmetterà a dicembre la serie evento girata in Calabria, che ha già suscitato interesse internazionale e contribuirà a promuovere il cine turismo nella regione, mentre proseguono i lavori per completare gli studi cinematografici iniziati grazie a un progetto di Iole Santelli.

«Questa è la serie evento della RAI, vuol dire la serie più importante che la RAI trasmetterà nel 2025 – ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto – È una serie che, mi dicono, sia stata già venduta in tutto il mondo. Questo luogo diventerà un luogo di cine-turismo, diventerà un luogo visitato da quelli che vorranno vedere dove stato girato questo importante kolossal in otto puntate. È la dimostrazione che le cose importanti si possono fare anche in Calabria e sono molto felice del fatto che proprio la Film Commission sia vissuta da tutte le case di produzione, anche da quelle più importanti come la Lux, come una delle migliori film comission d’Italia. Sono molto orgoglioso di questo risultato ed è molto bello che questo sito sia qui a Lamezia: mi auguro che i calabresi si sentano un po’ orgogliosi di questo, proprio dal primo di dicembre quando vedranno in televisione ciò che abbiamo realizzato qui in Calabria. C’è una scena, che mi raccontano bellissima, di Sandokan che è a cavallo su una spiaggia. Quando hanno presentato il film al Festival di Roma, molti miei amici si chiedevano in quale parte del mondo fosse questa spiaggia bellissima. Ebbene, questa spiaggia è a Grotticelle».

Studios pronti in primavera

«La nostra aspirazione – ha concluso Occhiuto – è quella di terminare gli studios entro primavera. Come sapete, questa fu un’intuizione di Jole Santelli, che teneva molto alla realizzazione degli studios qui. Abbiamo continuato quel progetto e ora sarà realizzato da qui a qualche mese».

Michelini: «Un’impresa non facile»

Il regista Jan Maria Michelini racconta con orgoglio la realizzazione della serie di Sandokan, un progetto ambizioso e internazionale che ha richiesto un lungo lavoro di preparazione, riprese in diverse location esotiche e l’uso di tecnologie avanzate per creare ambientazioni realistiche, ottenendo un grande successo anche all’estero.

«Era un’impresa non facile – ha dichiarato il regista – quando mi hanno chiesto di fare il remake del Sandokan di Sollima, mi sono inginocchiato e ho detto “siete sicuri che ne sono degno?” E poi è stato un lungo lavoro di preparazione: quando me l’hanno chiesto, non nascondo di aver sudato freddo per qualche secondo. Poi ci siamo messi a lavorare. Un anno di preparazione, che è una cosa rara per un film, secondo me è una delle chiavi della riuscita di questa serie, perché è un collage di ambientazioni molto importante, di immagini girate sicuramente nel Far East quindi Malesia, Thailandia. Poi siamo stati nell’isola della Reunion per fare tutto l’interno dell’isola, quindi le grandi cascate, i grandi laghi. Alla Reunion non ci sono animali pericolosi, quindi potevi dire a un attore di entrare nei cespugli essendo sicuro che sarebbe tornato vivo, che non è una cosa da poco. Poi in Calabria dove la Film Commission ci ha reso possibile costruire quello che state vedendo qui. Un’impresa di un backlot, come si chiama in gergo, imponente, quindi il consolato di Labuan, le prigioni di Labuan e il bordello di Singapore, che è una parte molto importante della storia».

Effetti speciali

«Grazie agli effetti speciali siamo riusciti a inserire queste costruzioni in Malesia, virtualmente. Poi un grande lavoro anche qui di virtual production a Roma, negli studi della Lux, con uno schermo a 360° intorno alle navi, un LED wall, che ci consentiva di far stare gli attori anche una giornata intera al tramonto o al chiaro di luna e poterli far recitare nel contesto piuttosto che metterli nel tipico green screen che si usava fino a poco tempo fa. Un grande sforzo, uno sforzo colossale tecnologico che però ha ben ripagato».