giovedì, 15 ottobre 2026

Lamezia, il vescovo Parisi agli studenti: “Abbiate il coraggio di stravivere”

Il vescovo ha invitato i giovani a liberarsi dalle “zavorre” imposte da moda, immagine e aspettative sociali

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Un invito a uscire dalla “tomba” dell’egoismo, dei pregiudizi e delle paure per riscoprire la bellezza della vita. È il messaggio che il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, ha rivolto a oltre trecento studenti delle quarte classi degli istituti superiori cittadini, al termine di un ciclo di incontri promossi dagli Uffici diocesani di Pastorale giovanile, Pastorale vocazionale e Progetto Policoro.

L’incontro con le scuole

Al centro dell’iniziativa, lo slogan “ma vai a stravivere”, non come semplice esortazione a fare qualcosa, ma come provocazione a diventare qualcuno. “Non si tratta di trovare un’occupazione – ha spiegato don Luca Gigliotti, direttore della Pastorale giovanile – ma di non rinunciare alla grandezza dei propri sogni, senza lasciarsi schiacciare dalle aspettative degli altri”.

L’intervento del Vescovo

Nel suo intervento, il vescovo Parisi ha richiamato l’esperienza raccontata da Francesco Santino, che per cinque minuti si è fatto chiudere simbolicamente in una bara per riflettere sui limiti e le chiusure interiori. “A volte la nostra tomba è il condizionamento – ha detto il presule – o i pregiudizi che ci impediscono di vivere pienamente. Se usciamo dall’egoismo e ci apriamo agli altri, ci accorgiamo che la vita è bella e vale la pena viverla, anzi straviverla”.

Il vescovo ha invitato i giovani a liberarsi dalle “zavorre” imposte dalla moda, dall’immagine e dalle aspettative sociali, puntando su relazioni autentiche, non virtuali. “La gioia nasce dall’aprirsi agli altri, dall’amare e dal fare della propria vita un dono”, ha sottolineato.

Le testimonianze

Tra le testimonianze più toccanti quella di Nunzia Coppedè, della Comunità Progetto Sud e presidente della Fish, che ha raccontato il suo percorso di vita con disabilità. “Non sono speciale – ha detto – ho solo scoperto le mie capacità. Aiutare gli altri ha dato senso alla mia vita”. Alla domanda su cosa significhi per lei “stravivere”, ha risposto senza esitazione: “Credo di esserci dentro”.

Francesco Santino, ideatore del progetto “Lati umani”, ha invece invitato i ragazzi a non lasciarsi definire dagli stereotipi e a custodire la propria dignità. “Stravivere è avere il coraggio di scegliere, anche quando si ha paura”, ha affermato, esortando i giovani a interrogarsi su chi siano davvero e a cercare il proprio lato umano.

Gli incontri, arricchiti dall’esibizione della cantante Giò Filice e dai monologhi dell’attore Antonio Vono, hanno offerto agli studenti uno spazio di confronto e riflessione. Un’occasione per guardare alla propria vita non come a qualcosa da subire, ma come a un dono da vivere in pienezza.