Si è conclusa con la celebrazione della santa messa nella Cattedrale di Lamezia Terme la tre giorni dedicata all’esposizione della reliquia della terra del transito di San Francesco d’Assisi. Al termine della funzione religiosa la reliquia ha lasciato la diocesi per proseguire il suo cammino nelle altre diocesi italiane, nell’ambito della “peregrinatio” organizzata per ricordare gli 800 anni dalla morte del santo di Assisi.
La sacra reliquia
la reliquia è una porzione della terra su cui il Santo è morto, ed è custodita nella Cappella del Transito, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi.
La riflessione del Vescovo
Durante l’omelia il vescovo monsignor Serafino Parisi ha invitato i fedeli a cogliere il significato spirituale del momento, collegandolo al tempo della Quaresima. Il presule ha proposto una riflessione sui due simboli della terra e dell’acqua, richiamati anche dalle letture bibliche proclamate durante la liturgia.
La terra, ha spiegato il vescovo, richiama la condizione dell’uomo, la sua origine e la sua fragilità. “Siamo fatti di terra e polvere”, ha ricordato, sottolineando come questo elemento rappresenti allo stesso tempo il limite umano ma anche la dimensione concreta della vita, delle relazioni e dell’incontro con gli altri.
La presenza del Signore
Accanto alla terra, Parisi ha indicato l’acqua come simbolo della presenza di Dio nella storia dell’uomo. Richiamando il racconto dell’Esodo, ha ricordato il momento in cui il popolo d’Israele, dopo aver attraversato il Mar Rosso, si ritrova nel deserto senza acqua e invoca l’aiuto del Signore. È proprio in quel contesto che l’acqua scaturisce dalla roccia, diventando segno della vita che continua anche nelle difficoltà.
Il vescovo ha ricordato anche l’episodio evangelico dell’incontro tra Gesù e la Samaritana, nel quale l’acqua diventa simbolo di una vita nuova che nasce dall’incontro con Cristo.
La conclusione
Nel passaggio conclusivo dell’omelia, monsignor Parisi ha invitato i fedeli a tenere insieme questi due simboli: la polvere che ricorda la creaturalità e il limite dell’uomo e l’acqua che rappresenta la vita di Dio capace di sostenere il cammino anche nei momenti più difficili. Un messaggio, ha sottolineato, che richiama i credenti ad attraversare i “deserti” dell’esistenza con fiducia e speranza.







