Finale “esplosivo” a Cosenza, Narvaez mette tutti in fila
È Jonathan Narvaez a conquistare la quarta tappa del Giro d’Italia 2026, la Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri, prima frazione italiana della Corsa Rosa. Il corridore della UAE Team Emirates XRG ha piazzato lo sprint vincente sul traguardo bruzio precedendo Orluis Aular della Movistar Team e Giulio Ciccone della Lidl-Trek, al termine di una giornata intensa e ricca di colpi di scena.
Ciccone vola in vetta alla generale
La tappa calabrese ha rivoluzionato la classifica generale. Il Gran Premio della Montagna di Cozzo Tunno ha messo in crisi le ruote veloci e soprattutto la Maglia Rosa Guillermo Thomas Silva, costretto a cedere il primato dopo appena due giorni al comando. Grazie agli abbuoni conquistati lungo il percorso e ai secondi guadagnati sul traguardo, Giulio Ciccone ha indossato per la prima volta in carriera la Maglia Rosa.
Un attacco decisivo nel finale
A giocarsi il successo sono stati 42 corridori, rimasti nel gruppo di testa dopo la selezione provocata dalle salite. Nel finale la UAE Team Emirates ha provato a sorprendere tutti con l’attacco di Jan Christen, ripreso però proprio alle porte dell’arrivo. A quel punto Narvaez ha sfruttato il lavoro del compagno e ha trovato lo spunto decisivo negli ultimi metri.
Le parole del vincitore: “Una vittoria enorme”
Subito dopo il traguardo, Narvaez ha dedicato il successo alla famiglia e alla squadra: “Questa vittoria significa tantissimo per me. Dopo la caduta in Australia a gennaio ho passato tre mesi ad allenarmi in Ecuador. Ringrazio mia moglie, la mia famiglia e il team che mi sono stati vicini. Dedico questo successo anche ai compagni che hanno lasciato il Giro”. L’ecuadoriano ha poi elogiato il compagno Christen: “Ha fatto un grande finale. Io ho aspettato il momento giusto e nell’ultimo rettilineo servivano soltanto le gambe”.
Classifica corta e Giro apertissimo
La nuova graduatoria generale vede Giulio Ciccone in testa con 4 secondi di vantaggio su Jan Christen, Florian Stork ed Egan Bernal. A sei secondi seguono Giulio Pellizzari e Thymen Arensman. Distacchi minimi che confermano un Giro d’Italia ancora apertissimo dopo le prime quattro tappe.


