giovedì, 15 ottobre 2026

Ascoltare e stare vicino alle persone: il ruolo del giornalista

Ha fatto tappa a Crotone - per la prima volta dalla sua istituzione - la Giornata regionale dei giornalisti cattolici

Un momento di confronto non solo sulle parole di Papa Leone XIV, ma anche sullo stato dell’arte della professione. Crotone ha ospitato per la prima volta la Giornata regionale dei giornalisti cattolici, organizzata dall’Ucsi Calabria sezione “Natuzza Evolo”, con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, della Figec e del Sindacato Giornalisti della Calabria.

Le parole di Papa Leone

“Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica” – queste le parole del Santo Padre in occasione della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, da cui ha preso spunto l’iniziativa pitagorica.

Due i momenti che lo hanno caratterizzata: la Santa Messa celebrata nella chiesa dell’Immacolata dall’arcivescovo Alberto Torriani, e l’incontro nel Palazzo Arcivescovile moderato dalla giornalista Giusy Regalino; presenti al tavolo Anna Russo del Sindacato, la presidente dell’UCSI Santa Giannazzo, ed il segretario generale della Figec Carlo Parisi.

L’omelia di mons. Torriani

«Cosa può stare davanti ad un giornalista o a un operatore della comunicazione? – ha detto in un passaggio dell’omelia mons. Torriani – Davanti a un giornalista può stare l’audience, la velocità, la pressione del contesto, l’interesse di parte. Oppure può stare la giustizia: il rispetto dei fatti, la dignità delle persone, la tutela dei più fragili, la verità che non manipola. Per un giornalista, questo “davanti” è decisivo. Perché davanti a noi può stare: l’urgenza di arrivare primi, la pressione di piacere, la logica dello scontro, l’interesse di qualcuno. La giustizia che cammina davanti non è un’idea astratta: è la scelta di non usare le persone per fare notizia, ma di usare la notizia per servire le persone».

«La speranza – ha detto, invece, Santa Giannazzo – è quella sempre che noi possiamo testimoniare i valori cristiani, cattolici, che poi sono valori universali, anche nel mondo del giornalismo, quindi la ricerca della verità, il racconto pulito, senza aggressività. Cerchiamo di portare avanti quelli che sono dei valori condivisibili da applicare anche al mondo della stampa».

«Ridare un volto e la parola alle persone – ha detto Carlo Parisi – il senso che dovrebbe animare lo spirito dei giornalisti dovrebbe essere quello di stare vicino alle persone ma soprattutto di combattere l’isolamento delle persone. I giornalisti dovrebbero fare molta attenzione a queste cose cercando di non trasformare le tragedie in spettacolo, ma di veicolare sempre più possibile il messaggio positivo, quello di ascoltare e stare vicino alle persone».