giovedì, 15 ottobre 2026

Caldo record, in Calabria parte in anticipo la vendemmia

Coldiretti: "Il quadro conferma un avvio con segnali qualitativi incoraggianti"

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“È scattata con dieci giorni di anticipo la vendemmia in Calabria, sotto l’effetto del grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese. Mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che comunque si annuncia eccellente e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve”. E’ quanto dichiara in una nota Coldiretti Calabria.

 

Avvio di raccolta anticipato

“Come dicono alcuni nostri produttori – si legge nella nota – la vendemmia in Calabria è già partita a fine luglio per alcune varietà bianche tra cui Sauvignon Blanc, Chardonnay, Incrocio Manzoni e Traminer. Per le uve destinate alle principali produzioni a denominazione del territorio, invece, la maturazione è attesa più avanti, nel mese di settembre. Il calendario conferma una tendenza ormai evidente: negli ultimi anni l’avvio della raccolta si è progressivamente anticipato. Se in passato le prime operazioni erano orientate intorno ai primi dieci giorni di agosto, oggi, già da alcune annate, si parte a fine luglio, anche per effetto del caldo e dei cambiamenti climatici”.

“Alle nostre latitudini, – prosegue Coldiretti – le prime indicazioni sulla qualità sono positive, con una maturazione regolare delle uve e minori criticità in campo sul fronte fitosanitario, rispetto ad altre annate. Sul fronte quantitativo, invece, diversi produttori registrano una riduzione delle quantità raccolte. Il quadro conferma un avvio di vendemmia con segnali qualitativi incoraggianti, dentro un contesto produttivo sempre più condizionato dal clima, dall’anticipo delle maturazioni e dalla necessità per le imprese vitivinicole di adattare tempi, organizzazione e scelte agronomiche. Il cambiamento climatico è ormai diventato un fattore strutturale di cui i viticoltori sono costretti a tenere in considerazione nelle strategie aziendali”.

 

Investire in un piano di rilancio

“Coldiretti rilancia sul tema della sburocratizzazione, – aggiunge – sulla necessità di consolidare i mercati esistenti ma di aprirsi a nuovi e sulla necessità di continuare a investire in un piano di rilancio che tenga conto anche della capacità di raccontare al vino in maniera più efficace anche nei confronti delle nuove generazioni così da rafforzare la competitività di un settore che sta affrontando una fase delicata. Una ulteriore criticità di cui tener conto è rappresentata dalla difficoltà a reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali. Nonostante i passi avanti fatti grazie all’azione della Coldiretti sul fronte dei flussi e le tutele garantite per contrastare le alte temperature, resta la carenza di personale qualificato lamentata da molte aziende“.