Quando è arrivato in Calabria, 10 anni fa, la fisionomia dei porti calabresi era ancora poco definita, in particolare quella del porto più importante del mediterraneo, quello di Gioia Tauro, che l’ammiraglio Andrea Agostinelli ha guidato prima da Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale, appunto, di Gioia Tauro, dal 6 novembre 2015 al 18 giugno 2021, giorno in cui venne nominato presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, con una competenza anche sui porti di Crotone, Corigliano, Palmi e Vibo Valentia. Dopo una crisi nera dal 2015 al 2018, per il porto di Gioia Tauro il miracolo: nel 2024 l’infrastruttura, che ormai porta avanti una crescita annuale a doppia cifra, ha sfondato il tetto dei 4 milioni di contenitori. A Crotone, Agostinelli, vanta il merito di aver riqualificato il porto vecchio, mettendo su un piatto d’argento l’input per programmare un piano di sviluppo turistico, partendo proprio dal settore nautico. Ad un mese e mezzo dalla scadenza del suo mandato, fissata al 17 giugno prossimo, il presidente Andrea Agostinelli ha tracciato un bilancio della sua attività alla guida dei principali porti calabresi.
A pochi mesi dalla fine del suo mandato, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio si è ritrovato al centro di una questione che ha spaccato in due la politica calabrese. Al centro della vicenda Agostinelli ed il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, dipendente in aspettativa dell’autorità portuale, destinataria di un provvedimento disciplinare da parte dell’ente. La Giunta comunale di Gioia Tauro ha emanato un atto con il quale chiede al ministro dei Trasporti che Agostinelli venga rimosso dalla carica di presidente dell’Autorità portuale. Da un lato Forza Italia, che appoggia il sindaco di centrodestra, dall’altro il Pd, che sostiene la posizione del presidente Agostinelli.







