Il Merano Wine Festival torna in Calabria, da domani a lunedì prossimo, appuntamento attesissimo dagli amanti del vino e della buona cucina. Domani la Torre Aragonese di Melissa, icona della costa jonica del Crotonese, presidio architettonico ma anche crogiolo di idee. Sabato il borgo storico di Cirò, la patria del vino, il taglio del nastro presso l’austera porta Mavilia, a due passi dal castello Carafa. Domenica la pace di Borgo Saverona, l’antico villaggio di campagna che coniuga rustico e moderno, nel territorio di Cirò Marina. Dal mare alla collina, al mare.
Belle le Alpi, per carità, bellissime. Ma se un uomo pratico come Helmut Kocher ha deciso che il Merano Wine Festival si poteva spostare e percorrere la penisola in tutta la sua lunghezza per più di mille chilometri è anche perchè si è invaghito di questi luoghi, così diversi, non meno ammalianti. I filari sono i veri padroni del territorio: di giorno, il sole li illumina, di notte puoi immaginarli prima che lo sguardo declini verso il mare.
È appena la seconda edizione, ma già sembra che questa sinergia sia molto più datata. Il vino calabrese cresce, il Cirò ottiene la Docg: Gianluca Gallo gongola, anche perché si tratta di risultati ottenuti in tempi che nel resto del mondo sono di magra.
Dalla Georgia, che è quasi più Asia che Europa, alla Calabria. Le due culle del vino, che non solo non disputano sulla primogenitura, ma si apprezzano. Lo rivela il patron del MWF, Helmut Kocher, reduce da una puntata proprio nell’ex repubblica sovietica dove è fatto da testimonial ai vini calabresi.
Lunedì prossimo giornata riservata al confronto tra produttori e ristoratori. Nelle carte dei vini di questi ultimi, fa notare la direttrice generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, si riflette la crescita del movimento vitivinicolo calabrese.
interviste:
Gianluca Gallo – Assessore Agricoltura Regione Calabria
Helmut Kocher – Presidente Merano Wine Festival
Fulvia Caligiuri – Direttrice generale Arsac







