giovedì, 15 ottobre 2026

Idrocefalo normoteso, l’Università “Mediterranea” in prima linea

Allo studio internazionale ha contribuito anche di Dipartimento DICEAM dell'Ateneo reggino

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L’Università Mediterranea di Reggio Calabria si conferma polo d’eccellenza nella ricerca traslazionale applicata alla medicina. È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Neurosurgery lo studio “Diagnostic Accuracy of the Relative Subcortical Atrophy Index in Idiopathic Normal Pressure Hydrocephalus”, che segna un passo avanti fondamentale nella diagnosi dell’idrocefalo normoteso, una forma complessa di demenza trattabile.

 

La ricerca

Allo studio internazionale, nato sotto la guida del dottore Francesco Signorelli (Policlinico Gemelli di Roma), hanno contribuito i dottori Giovanni Pennisi (Ospedale San Giovanni Addolorata) e Placido Bruzzaniti (San Carlo di Milano) che hanno scoperto un innovativo indice radiologico. Fondamentale è stato il sostegno del Dipartimento DICEAM dell’Università reggina, rappresentato dal direttore Giuseppe Barbaro e dall’ingegnera Lucia Bruzzaniti, per la validazione scientifica del parametro nonché lo sviluppo di un inedito modello idraulico per spiegare l’eziopatogenesi della malattia.

Il valore scientifico della ricerca sarà al centro del 65° Congresso Nazionale delle Scienze Neurologiche Ospedaliere che si svolgerà a Reggio Calabria dal 3 al 6 giugno 2026 presso l’Ateneo reggino. L’evento, dal titolo “Un ponte fra le Neuroscienze”, affronterà temi che spaziano dalla neurologia d’urgenza alla neurochirurgia e neuroradiologia.