giovedì, 15 ottobre 2026

Reperti trafugati tornano in Calabria, consegnati ai Parchi archeologici

Recuperati in Italia e all’estero dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale dopo un’inchiesta sul traffico illecito

immagine articolo Reperti trafugati tornano in Calabria, consegnati ai Parchi archeologici

Quarantasei reperti archeologici di epoca etrusca, greca e romana sono stati restituiti ai Parchi archeologici di Crotone e Sibari dai carabinieri del NucleoTutela patrimonio culturale di Cosenza. I beni erano stati recuperati negli anni scorsi nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Crotone.

La consegna ufficiale a Palazzo Arnone
La restituzione è avvenuta a Cosenza, nel corso di una cerimonia a Palazzo Arnone. Tra i reperti figurano anche alcuni oggetti sequestrati in Francia e rimpatriati lo scorso ottobre, a conferma della dimensione internazionale dell’operazione.

L’inchiesta “Achei” e il traffico internazionale
Il recupero dei beni è legato all’indagine “Achei”, che nel 2019 portò all’arresto di 23 persone. L’attività investigativa ha fatto emergere un vasto traffico illecito di reperti archeologici, con ramificazioni in diversi Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia.

Scavi clandestini e rete di ricettatori
Le indagini, condotte dai carabinieri Tpc, hanno preso avvio da scavi clandestini in vari siti archeologici calabresi. Da lì è stata smantellata una rete organizzata di tombaroli e ricettatori, capace di alimentare un mercato illegale particolarmente redditizio.

Reperti di grande valore storico e culturale
Secondo gli esperti, i reperti restituiti presentano un notevole interesse storico. Tra questi spicca un piccolo frammento che potrebbe appartenere a un vaso attribuibile a uno dei primi ceramografi attici attivi ad Atene alla fine del VI secolo a.C., forse riconducibile alla scuola di Euphronios. Si tratta di manufatti rari, diffusi nel Mediterraneo antico e di grande valore per la ricostruzione storica.

Un patrimonio restituito alla collettività
La consegna rappresenta un passo importante nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale calabrese. I reperti, sottratti al mercato clandestino, potranno ora essere studiati ed esposti, tornando a disposizione della comunità e degli studiosi.