sabato, 12 settembre 2026

Denise, la figlia di Lea Garofalo che aveva scelto la libertà

Aveva seguito la strada della madre, diventando testimone di giustizia. Una vita segnata dal dolore

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«Grazie per avermi dato una vita migliore; tutto quello che è successo è servito a darmi una vita migliore. Ciao mamma».

Parlava così, da dietro una finestra, ai funerali della madre Lea Garofalo. Era Denise Cosco, sua figlia, che è morta a 35 anni dopo essersi tolta la vita.

Lea Garofalo aveva scelto di ribellarsi alla ’ndrangheta e di collaborare con la giustizia. Una scelta pagata con la vita: nel 2009 fu uccisa dall’ex compagno Carlo Cosco, padre di Denise, che organizzò il delitto insieme ad alcuni complici. Lea venne attirata in una trappola a Milano, poi uccisa e fatta sparire.

Denise, allora appena ventenne, decise di seguire la strada della madre. Collaborò con gli investigatori, testimoniò contro il padre e si costituì parte civile nel processo che portò alla condanna di Cosco all’ergastolo.

Per anni ha vissuto sotto protezione, con una nuova identità e in una località segreta. Una vita lontana dalla normalità, segnata dalla perdita della madre e dal peso di una storia che aveva scelto di affrontare con coraggio.

Nel 2013, ai funerali di Lea organizzati a Milano, Denise volle comunque esserci. Rimase nascosta dietro una finestra, ma affidò a un altoparlante parole di amore e riconoscenza per quella madre che aveva scelto di combattere per darle un futuro diverso.

Domenica Denise si è lanciata da una finestra. Aveva 35 anni, la stessa età che aveva Lea quando venne assassinata.

Don Luigi Ciotti, che le è stato vicino negli anni, parla di una donna coraggiosa e sofferente, che ha cercato fino all’ultimo di trovare un equilibrio tra il desiderio di libertà e il peso di un passato impossibile da cancellare.